Nola, condannati i tre aggressori del senzatetto Vaclav Briza

Vaclav_striscioneNOLA (Bianca Bianco e Nello Lauro)- Sei anni ed otto mesi. E’ questa la condanna inflitta ai tre uomini che nella notte tra il 17 ed il 18 marzo del 2015 aggredirono e pestarono a sangue il senzatetto Vaslav Briza. Il giudice per l’udienza preliminare Borriello del Tribunale di Nola ha deciso per Salvatore Di Bella, Domenico Ferrara ed Antonio Pollicino (attualmente ai domiciliari) una pena maggiore rispetto a quella richiesta dal Pubblico ministero (quattro anni ed otto mesi). Per i tre anche l’obbligo di versare una provvisionale di 20mila euro per il clochard che ancora porta i segni, sul corpo e nell’anima, della brutale violenza subita. Vaslav, cittadino della Repubblica ceca di 48 anni da tempo in Italia senza fissa dimora, ha avuto assistenza legale (oltre che medico sanitaria) grazie all’impegno della Caritas di Nola, che ha messo a disposizione tutti gli strumenti necessari per il processo. Un contributo fondamentale, quello della Caritas e della Comunità di Sant’Egidio, in una vicenda che ha sconvolto la città di Nola mettendola di fronte ai fantasmi della violenza e della intolleranza. Secondo quanto ricostruito i giorni dopo quella notte di follia, i tre maggiorenni insieme a quattro minorenni accerchiarono il povero Vaslav, che stava dormendo in una casetta dismessa delle Ferrovie dello Stato, e lo pestarono lasciandolo esanime in un lago di sangue. Di quelle botte il clochard porta ancora evidenti segni sul corpo. Ricoverato e preso in carico dalla Caritas e dalla Comunità di Sant’Egidio, l’uomo, che ha sempre mantenuto una grande dignità anche quando del suo caso si interessarono le tv nazionali, ha affrontato non solo la battaglia della riabilitazione ma anche quella legale che si è conclusa ieri dinanzi il gup del Tribunale di Nola. L’ultimo dignitoso gesto è stato quello di rifiutare una somma che a titolo di risarcimento avrebbe garantito uno sconto di pena per i suoi aggressori. La sentenza di ieri arriva a tre mesi di distanza dalla decisione che invece i giudici minorili hanno preso per i 4 minori che parteciparono al pestaggio: quei ragazzi, che nei mesi hanno dimostrato un sincero pentimento per quello che avevano fatto, oggi prestano la loro attività di volontari in un centro assistenziale della Caritas a San Giuseppe Vesuviano. Non si sottraggono a nulla, nemmeno ai lavori più umili, per ripagare la comunità dello sbaglio commesso.

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