Procura di Nola: abbattere alberi della villa comunale, anche Montezuma

NOLA (Bianca Bianco)- La Procura della Repubblica di Nola ieri pomeriggio ha depositato la perizia che conferma la necessità di abbattere i 24 alberi della villa comunale che erano stati indicati anche nella perizia commissionata dal Comune alla Federico II. Lo ha annunciato questa mattina il sindaco di Nola Geremia Biancardi. Dallo studio, dichiara il primo cittadino, emerge anche che c’è un venticinquesimo albero a rischio e da abbattere, che invece per la perizia comunale poteva essere anche salvato. Sono alberi classificati di rischio molto elevato che sono stati esaminati dai consulenti nominati d’ufficio. I periti, tenendo conto soprattutto del fatto che si tratta di un’area fruita da famiglie, giovani, anziani, bambini, ha concluso che le piante vanno abbattute per evitare pericoli per la pubblica incolumità. Rispetto al Montezuma, i consulenti hanno scritto che  “per le condizioni in cui versa il rischio per la pubblica incolumità a causa del possibile cedimento della pianta è molto elevato”. “Questo significa- dice Biancardi- che non c’è solo il pericolo che cada per una raffica di vento, ma anche sotto il proprio stesso peso e proprio per questo la Procura ha stabilito che, se si deciderà di mantenerlo in vita, si dovrà interdire il libero passaggio nella villa comunale entro 22 metri dalla pianta monumentale”. Dopo il deposito della ctu, l’amministrazione presenterà il piano per l’abbattimento delle 24 piante, compreso il Montezuma che sarà sostituito da pianta di egual valore, e la ripiantumazione. Il sindaco di Nola ha poi parlato della lunga campagna contro gli abbattimenti che in questi mesi hanno investito la sua scelta di tenere chiusa la villa comunale: “Non è stato un bel periodo, a volte mi si avvicinavano dei bambini per chiedermi dei giardinetti e per me è stato doloroso. Ma noi abbiamo agito per tutelare loro. In questa vicenda ci sono stati troppi sciacalli, soprattutto i consiglieri di opposizione che, invece di parlare in Consiglio, hanno preferito andare in Procura. Ecco, ora loro e le loro pseudo associazioni ambientalisti hanno avuto una risposta. Meno male che ci siamo noi, meno male che abbiamo agito così. Ora promettiamo che la villa riaprirà e sarà anche più bella”.

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