Circumvesuviana, lavoratori rifiutano corse a rischio

NAPOLI- Sicurezza del trasporto locale. Dopo la tragedia dei treni Bari Nord (23 morti dopo lo scontro frontale tra due mezzi tra Andria e Corato), anche i lavoratori dell’Eav (ex Circumvesuviana) chiedono più sicurezza. In particolare, dopo la sentenza che ha condannato il macchinista dell’Etr che conduceva il treno deragliato il 6 agosto 2010 sulla tratta Napoli- Baiano (ci furono 2 morti e 60 feriti), i lavoratori dell’azienda di trasporti campana chiedono all’azienda, quando devono percorrere col treno quel tratto di ferrovia che fu teatro dell’incidente, un altro agente in cabina che impedisca “che un errore umano possa di nuovo sfociare in tragedia- si legge in una nota dei sindacati Orsa- visto che da oltre 6 anni l’azienda è sorda ad impiantare su quella tratta un dispositivo che limiti automaticamente la velocità dei treni”. “Il costo dell’impianto del dispositivo è di 0 euro- continua la nota-  visto che questa tecnologia è presente già in azienda e che gli operai che la devono montare sono già dipendenti av. Ed invece cosa fa per la sicurezza ferroviaria  l’Eav ? Contesta e punisce (e addirittura declassa) i lavoratori che richiedono maggiore sicurezza per sé e per i viaggiatori trasportati, accusandoli di addurre motivi pretestuosi e di danneggiare l’immagine dell’azienda,  come se poi un incidente ferroviario, come quello avvenuto nel 2010, invece, la favorisse”. Il riferimento è alla lettera di contestazione fatta pervenire dall’azienda a quei dipendenti che si sono rifiutati di effettuare le corse determinandone la soppressione. “Se sulla sicurezza nei trasporti non si può risparmiare, come stanno ripetendo tutti come un mantra in questi giorni, ci chiediamo e vi chiediamo come sia possibile, per la direzione aziendale, tenere un comportamento così ipocrita. Si sottrae al confronto sul tema della sicurezza nei trasporti da anni e contesta e punisce i lavoratori che con forza la richiedono a costo zero”.

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