False assunzioni, 4 arresti e sequestro beni per 45 milioni di euro

GIUGLIANO- Quattro arresti ed un sequestro di beni per 45 milioni di euro. E’ il bilancio dell’operazione della Guardia di Finanza di Giugliano che ha scoperto una truffa ai danni dello stato perpetrata con false assunzioni, ingiuste compensazioni di crediti di imposta ed evasione fiscale. I quattro arrestati sono indagati – a vario titolo -di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno dello stato, indebite compensazioni di crediti di imposta, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Contestualmente è stata data esecuzione al sequestro preventivo per equivalente nei confronti di settantaquattro indagati, per un valore complessivo di circa 45 milioni di euro.  L’attività investigativa ha avuto origine dalla denuncia presentata da un lavoratore dipendente di un’impresa privata che, consultando la propria posizione contributiva, aveva riscontrato che risultava formalmente assunto da una ditta a lui completamente sconosciuta. I preliminari controlli eseguiti dalle Fiamme Gialle sul formale datore di lavoro del denunciante hanno consentito di accertare che tale ditta individuale era evasore totale sin dalla data di inizio dell’attività, pur avendo effettuato “compensazioni” per circa un milione di euro mediante “modello F-24 a saldo zero” e che, negli anni dal 2009 al 2012, risultava aver avuto alle dipendenze circa duecento lavoratori. Le successive indagini hanno accertato, anche eseguendo intercettazioni telefoniche ed ambientali, l’esistenza di un articolato sodalizio criminoso, capeggiato da un falso consulente del lavoro con uffici in Qualiano e Cassino,  dedito alla costituzione di società fittizie riconducibili formalmente a soggetti prestanome utilizzate per eseguire indebite compensazioni fiscali.  A beneficiare di tale illecita attività sono risultati numerosi datori di lavoro, ovvero imprese e società di capitali aventi sede principalmente nella provincia partenopea ed in quella romana. Tali società, operanti in regime di appalto o sub-appalto per la realizzazione di opere pubbliche (tra esse, la “Metro C” di Roma, l’ammodernamento dell’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, la realizzazione della direttrice Civitavecchia/Orte/Terni/Rieti), si sono servite delle società “cartiere” create dal falso consulente del lavoro per inquadrare il personale dipendente ed estinguere i debiti relativi principalmente a contributi ed oneri previdenziali da lavoro dipendente maturati nei confronti dello Stato. E’, così, sono state accertate – nel periodo 2009-2013 – ben 1669 interposizioni fittizie di manodopera, con conseguente danno accertato per l’Erario di oltre 45.milioni  nonché duecentocinquanta casi di assunzione fittizia di lavoratori extracomunitari al solo fine del rilascio del permesso di soggiorno.

L’organizzazione criminale provvedeva anche, al fine del regolare rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), a creare false attestazioni di regolarità previdenziale ed a creare altri requisiti previsti per legge ed indispensabili per l’aggiudicazione di opere per appalti pubblici ovvero: attestato di sicurezza antincendio; attestato di corso per preposto alla sicurezza del lavoro; attestato di primo soccorso; attestato per l’apprendimento di uso di gru; attestato per saldatore; piano operativo di sicurezza; documento di valutazione dei rischi; perizia fonometrica di utilizzo; certificato medico di idoneità lavorativa; certificato medico di idoneità alla mansione e attestato di sicurezza sul lavoro. Al fine di individuare i beni mobili ed immobili da confiscare sono stati eseguiti mirati accertamenti patrimoniali su settantaquattro soggetti indagati per il recupero dei 45.000.000,00 € evasi, anche attraverso l’analisi di oltre trecentocinquantacinque rapporti finanziari.

 

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