Nola,Leandra Romano

Leandra, perizia conferma: “Rubino incapace di intendere e volere”

NOLA- E’ stata rinviata ad ottobre la decisione sul caso di Pasquale Rubino, il 22enne che aggredì Leandra Romano a Nola lo scorso autunno. Il giudice del Tribunale di Nola ha rinviato la sentenza dopo il deposito della perizia del consulente tecnico d’ufficio Sperandeo e dopo avere ascoltato lo stesso professionista nel corso dell’ultima udienza. Udienza cui stavolta Leandra, che da novembre si sottopone ad una lunga ed estenuante riabilitazione, non è stata presente come invece avvenuto a giugno. Il perito ha di fatto confermato l’esito del precedente esame cui fu sottoposto Rubino, ovvero il vizio totale di mente al momento del compimento del fatto. E’ emerso anche che la patologia di cui sarebbe affetto il giovane nolano era pregressa e non sarebbe stata adeguatamente trattata nonostante chiarissimi segnali fossero arrivati già pochi giorni prima dell’aggressione. Un aspetto, questo, su cui la parte civile, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Montanile, spinge per verificare la sussistenza di eventuali responsabilità di chi, pur avendo avuto in cura Rubino non ha disposto un trattamento sanitario prolungato. Una vicenda complessa, da indagare approfonditamente: anche per questo, per consentire a tutti la lettura dei documenti depositati e la preparazione della discussione finale, i tempi per una decisione si sono dilatati. Non ci sarà invece un collegio peritale a esaminare ulteriormente le condizioni dell’imputato: la richiesta della Procura è stata respinta dal giudice. Si dovranno dunque attendere altri tre mesi per arrivare alla conclusione di una vicenda che ha scioccato la città di Nola e non solo. Leandra, una tranquilla 26enne di Brusciano a passeggio per Nola, fu aggredita a colpi di ascia dal 22enne Pasquale Rubino, affetto da disturbi psichici e pochi giorni prima fermato dalla polizia locale di Nola per un’altra aggressione stavolta in famiglia. Poi la fuga e l’arresto da parte della polizia poche ore dopo. Da allora Rubino è in carcere presso il reparto psichiatrico del penitenziario di Secondigliano. Nel processo è assistito dall’avvocato Calogero Montalto.

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