sabato, Luglio 13, 2024
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Camorra nolana: un gioco a tre tra Fabbrocino, Cava e Sangermano

NOLA- Quali clan comandano nell’area nolana? La situazione appare cristallizzata secondo quanto emerge dal secondo rapporto semestrale relativo al 2015 e pubblicato dalla Direzione distrettuale antimafia. Un dossier che non aggiunge sostanziali novità a quanto già descritto nel primo semestre rispetto allo sviluppo della rete criminale nel territorio dell’Agro ma utile comunque a comprendere l’evoluzione, sebbene lenta, del “sistema” in queste terre. Terre in cui, certifica il rapporto Dia, il vero gruppo egemone è quello guidato dai Fabbrocino, clan vesuviano che nell’area nolana ha molteplici contatti ed affari soprattutto in termini di reinvestimenti dei capitali illeciti. Le aziende del Nolano potrebbero costituire una ottima ‘lavatrice’ per il denaro dei Fabbrocino macchiato dall’illegalità. Inoltre il gruppo avrebbe come principale obiettivo imprenditoriale il settore del calcestruzzo sul quale avrebbe imposto un vero e proprio regime di monopolio. Resistono però anche i cosiddetti ‘gruppi locali’. Il territorio nolano da diversi anni viene spartito tra i vesuviani Fabbrocino, appunto predominanti, ma resistono i Cava di Quindici, provincia di Avellino, che si alleano con i Fabbrocino proprio per avere il monopolio nel settore edile e movimento terra; i Moccia di Afragola. I Di Domenico sono provati dalle collaborazioni con la giustizia dei propri ex capoclan oggi ‘pentiti’ mentre dei Russo non esistono che ex falangi che oggi cercano di alzare la testa. Una di questa, definita nell’ultimo rapporto semestrale della Direzione investigativa antimafia, una “costola” dei Russo, è un nucleo assestato a  Polvica, i Marotta,  che, si legge nel dossier relativo al primo semestre, “agirebbe ora in autonomia” e starebbe attuando una alleanza con il clan Di Domenico. La presenza di questo nuovo sodalizio resta l’unico elemento di novità che smuove la mappa della camorra nolana, da qualche anno ferma alla suddivisione tra Fabbrocino (alleati con Cava nel racket del calcestruzzo, contro i clan Di Domenico e Sangermano), Cava e Moccia. I marciulliani (Di Domenico) sono però sempre presenti a Tufino, Roccarainola, San Paolo Bel Sito, Scisciano, Nola, sebbene abbiano perso il proprio ascendente.

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