Camorra, scacco al clan Polverino: arrestati professionisti e imprenditori

NAPOLI- Nelle prime ore della mattinata odierna, i militari della Guardia di Finanza appartenenti al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Roma e al Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia. L’ordinanza riguarda nove persone : tre sono state tradotte in carcere, quattro sottoposte agli arresti domiciliari e altre due sono state colpite dal divieto di dimora nelle province di Napoli e Caserta. I destinatari delle misure sono  gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di concorso esterno in associazione camorristica, reimpiego ed  intestazione fittizia di quote societarie, con l’aggravante specifica della finalità mafiosa, in quanto commessi per realizzare importanti operazioni finanziarie ed immobiliari a vantaggio del clan camorristico dei Polverino. Uno dei sottoposti a custodia è Carlo Simeoli (classe 1964), imprenditore edile facente parte dell’omonimo gruppo familiare/imprenditoriale di Marano di Napoli. Simeoli è il genero di Angelo Sime oli  ( detto “bastone”): quest’ultimo era già stato colpito da misure cautelari personali e di sequestro dei beni. Secondo quanto ritenuto dal gip, le indagini hanno portato alla luce una fitta rete di  relazioni personali e affaristiche tra Carlo Simeoli ed alcuni professionisti napoletani, tra cui i fratelli Giovanni, Andrea e Luca De Vita, commercialisti; Roberto Imperatrice, noto imprenditore operante nel settore della ristorazione.

Le intercettazioni e le indagini finanziarie hanno evidenziato, secondo quanto si legge in una nota della Procura di Napoli- Dda, come i professionisti e imprenditori, pur conoscendo perfettamente i trascorsi giudiziari della famiglia Simboli, presunta prestanome di un clan camorristico, abbiano comunque agevolato, attraverso mirate interposizioni societarie e complesse operazioni di riciclaggio, la realizzazione di una serie di investimenti immobiliari gestiti da diverse società direttamente e/o indirettamente riconducibili a Carlo Simeoli. In particolare, secondo quanto ricostruito nel provvedimento, gli indagati avrebbero posto in essere una serie di operazioni d’intestazione di fittizia, aventi ad oggetto quote societarie, dissimulando gli effettivi rapporti d’interesse tra i soci di fatto, al fine specifico di sviare il corso dei procedimenti penali relativi alle operazioni societarie del gruppo Simeoli.  Tali  operazioni  d’intestazione sono state a volte registrate “in diretta” durante la loro concertazione da parte dei professionisti del gruppo, grazie alle intercettazioni ambientali.

Tra le iniziative imprenditoriali finalizzate al riciclaggio assumono particolare rilievo la costruzione di un centro sportivo con annessi 120 box auto per un valore complessivo stimabile in più di dieci milioni di euro, nel quartiere Vomero di Napoli (i cui lavori sono stati peraltro bloccati per violazioni di natura urbanistica) e quella di un centro commerciale di notevoli dimensioni a Zumpano (Cosenza), con annesso cinema multisala. Sono state altresì eseguite molteplici perquisizioni presso abitazioni e società riconducibili agli arrestati nonché presso vari soggetti, a vario titolo interessati dalle indagini o vicini agli indagati, per acquisire ulteriori elementi probatori.

ELENCO DESTINATARI

Custodia in carcere:

 

 

 

  1. Carlo SIMEOLI, nato il6.1964 a Qualiano;

 

  1. Roberto IMPERATRICE, nato il6.1961 a Napoli;

 

  1. Giovanni DE VITA, nato il5.1970 a Napoli

 

 

arresti domiciliari:

 

 

 

  1. Luca DE VITA, nato il 5.1969 a Napoli;

 

  1. Raffaele IOVINE, nato il4.1968 a Napoli;

 

  1. Andrea DE VITA nato il11.1975 a Napoli;

 

  1. Raffaele D’ORSI nato il 1.1983 a Mugnano di Napoli,

 

divieto  di accesso  e dimora  nel  territorio  delle Province  di Napoli  e Caserta:

 

 

  1. Vincenzo D’ELIA, nato il5.1961 a Qualiano (NA);

 

  1. Salvatore LIMONGELLI, nato il 8.1974 a Villaricca (NA).
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