Camorra nel Baianese, Cava Moccia e Russo volevano uccidere Guerriero

AVELLA- Almeno tre clan volevano l’uccisione di Antonio Guerriero,sedicente capo del clan “Nuovo Ordine di Zona” creato nel Baianese. Lo ha raccontato agli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia Ciro Di Domenico, fratello di Marcello, ras dei Marciulliani.E’ quanto emerge dopo  gli 8 arresti ordinati nel Baianese per smantellare una presunta cupola che si accaparrava appalti e lavori a suon di minacce,estorsioni, corruzioni. Ciro Di Domenico, come riporta “Il Quotidiano del Sud” da un anno collaboratore di giustizia, dichiara al pm Soviero che lo stava interrogando anche in relazione agli omicidi di Fortunato Miele e Felice Basile avvenuti nel Baianese nel 2013 e 2014 che nel 2005 il fratello Marcello disse che questo “Guerriero doveva essere ucciso”. Una uccsione voluta perché Guerriero aveva “fatto sgarri al clan Moccia,al clan Russo ed al clan Cava”. Minacce di morte poi messe in opera:ma Guerriero sfuggìall’agguato perché al suo posto fu ucciso un uomo che aveva l’unica colpa di avere la sua stessa automobile.Il racconto è ora al vaglio dell’Antimafia. Guerriero, che fino ad allora viveva a Tufino, dopo quei fatti si trasferì ad Avella.

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