omicidio

Omicidio De Simone: killer arrestati dopo venti anni

NAPOLI-Omicidio De Simone, killer arrestati dopo venti anni: colpirono la vittima ma il loro obiettivo era il boss per cui faceva l’autista.  I carabinieri della Compagnia di Pozzuoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Gianpaolo Villano e Alberto Cammino, entrambi     affiliati    al   clan   Longobardi      Beneduce,    già   condannati     per    associazione camorristica e detenuti in carcere in esecuzione di pena per tale reato,  ritenuti responsabili dell’omicidio di Gennaro De Simone, avvenuto a Monteruscello il 5 gennaio 1997. L’omicidio è da inquadrare nella faida di camorra che, all’epoca, vedeva contrapposto il clan Sebastiano-Bellofiore  alla fazione Longobardi-Beneduce  e che negli anni ’90 aveva portato ad una serie di agguati mortali che vedeva destinatari uomini affiliati ad entrambi gli schieramenti.

Il 5 gennaio 1997, in via Verga di Pozzuoli, località Monteruscello, Gennaro De Simone fu colpito mortalmente da colpi d’arma da fuoco sparati da ignoti malviventi e rimase ferito all’avambraccio destro ed alla gamba sinistra anche  Francesco Palumbo, che all’epoca gestiva un circolo di videogiochi situato nei pressi del luogo dell’agguato. La vittima,  sebbene cugino del più noto Umberto De Simone,  detto “o’ stuort” (uomo di rilievo del clan Longobardi – Beneduce) era, all’epoca dei fatti, ritenuto estraneo alle dinamiche criminali di Pozzuoli: si ipotizzò che fosse stato ucciso solo per essersi trovato nei pressi di un circolo, luogo di ritrovo di affiliati al clan Beneduce Longobardi, nel momento in cui giungevano i killer del clan Bellofiore – Sabastiani avevano ben altro obiettivo. Solo successivamente, attraverso le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, si è appreso che De Simone da poco tempo era l’autista di  Giacomo Russolillo, all’epoca dei fatti personaggio di assoluto rilievo nel panorama criminale puteolano e probabile vero obiettivo dei killer. Grazie, quindi, ai collaboratori di giustizia, all’epoca schierati nell’una o nell’altra compagine criminale, si è riusciti a ricostruire nei dettagli la dinamica di tale agguato, il movente e gli esecutori materiali.

Print Friendly, PDF & Email



Utenti online