Cicciano, i tre ribelli contro Arvonio: Non inganni più nessuno

Ardolino, Dell'Anno, Pizza

Ardolino, Dell’Anno, Pizza

CICCIANO- “Il bravo ragazzo non inganna più nessuno”. Continua la querelle politica a Cicciano. Stavolta sono i tre “ribelli” della maggioranza Aniello Pizza, Antonio Ardolino e Nicola Dell’Anno a spezzare l’apparente pax di questi giorni con un duro manifesto in cui attaccano il sindaco Raffaele Arvonio che, scrivono i tre ex assessori  “ha finito di fuorviare e lusingare i Ciccianesi con i suoi trucchetti ed i falsi sorrisi. Oggi, a malapena, riesce ad illudere la “sua corte” che, probabilmente, per motivi meramente opportunistici, annuisce ad ogni sua decisione come quel simpatico cagnolino che scuote la testa. Non sono più sufficienti le bugie, ad arte escogitate, e le false giustificazioni ai suoi atteggiamenti prepotenti e prevaricatori  per tutti coloro che hanno l’unico torto di non essere sudditi, di avere la schiena diritta,  di non appartenere al “cerchio magico””.

Parole che bruciano ed infiammano la situazione politica in atto nella ex città della pasta. Una città che ora, scrivono Ardolino, Pizza e Dell’Anno “sa chi è sempre stato leale al mandato ricevuto per suffragio popolare.  Cicciano, ora, sa chi è attaccato alle poltrone e chi continua nell’azione di tutela degli interessi dei cittadini. Questa l’unica motivazione della chiusura totale del Primo Cittadino a qualsivoglia invito ad aprirsi al dialogo su meriti e questioni importanti, chiusura che  ha, poi,  indotto i sottoscritti a frenare la vivacità operativa, a ricalibrare la partecipazione all’attività amministrativa, ma che comunque, non li ha potuti imbavagliare”.

Gli ex della maggioranza ritornano sulla questione che ha dato la stura alla crisi, la revoca delle deleghe a Pizza ed Ardolino e la ratifica delle dimissioni di Dell’Anno da delegato al Bilancio. Un solo motivo alla base del voltafaccia di Arvonio:  “il nostro motivato e sacrosanto dissenso verso l’intento di privatizzazione del cimitero, ufficializzato in consiglio comunale e che avrebbe salassato i nostri ignari concittadini”.

“Sindaco-continua il manifesto-  spieghi ora e pubblicamente,   perché  a noi “dissidenti” è stato riservato tale trattamento e perché ad altri, suoi “fedelissimi”,  che pure lo avevano messo per due volte in minoranza nella seduta di Consiglio Comunale del  22febbraio 2016, ha riservato un trattamento diverso, anzi li ha addirittura premiati”.

La nota deio tre “epurati” si chiude con un riferimento ad un recente manifesto anonimo apparso in città che riportava una serie di accuse contro i fuoriusciti dalla maggioranza: “Il Sindaco spieghi, ora e pubblicamente, il perché del suo assordante e colpevole silenzio rispetto ad anonimi manifesti infamanti apparsi per le strade cittadine. E’ questa la sua sensibilità istituzionale? Quale lettura dare al suo silenzio?! E’ riduttivo, oltreché  offensivo e privo di fondamento, il puerile tentativo di far passare per “modi obsoleti di far politica”  scelte per noi gravi, dolorose e, tuttavia, doverosamente necessarie. La salvaguardia degli interessi della nostra comunità è stata sempre il fulcro motivante di ogni nostra azione e di ogni nostra scelta senza sotterfugi, senza trame tessute altrove, tutto nella piena luce dell’ onestà’. Siamo pronti a qualsiasi atto  che restituisca dignità e credibilità all’Assise di cui facciamo parte. Noi, fedeli al nostro mandato, continueremo ad essere sentinelle della legalità e tutori del bene comune”.

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