Nolano: amministratori sotto tiro, 2016 annus horribilis

TUFINO- Una lunga ed inquietante scia di intimidazioni e minacce. Gli amministratori del Nolano sono sotto tiro e lo dimostra la serie di raid ed attentati subiti nel corso del duemilasedici, non ultimo il grave episodio di Tufino dove ignoti hanno incendiato l’auto del responsabile dell’Ufficio tecnico comunale tentando di fare lo stesso con quella della dirigente della Ragioneria. Su quanto accaduto a Tufino indagano carabinieri e Procura di Nola, a lavoro anche sulla intimidazione al sindaco di Mariglianella Felice Di Maiolo al quale hanno sparato quattro colpi di arma da fuoco contro la porta di ingresso della sua abitazione. Proprio nel piccolo Comune del Nolano c’era stato già un brutto episodio, il raid incendiario contro il candidato a sindaco Domenico Stringile, a giugno scorso. Sindaci, consiglieri comunali, politici, ma anche dirigenti e impiegati bersaglio della criminalità. Come Giuseppe Castellano, consigliere comunale a Casamarciano, a gennaio ha subito l’incendio dell’auto. Le fiamme,appiccate in un cortile interno, misero a rischio la vita sua e dei suoi familiari, tra cui tre bambini. Solo pochi mesi prima, ad ottobre, era stato il sindaco del paese, Andrea Manzi, ad essere attaccato: persone ancora ignote gli incendiarono la vettura parcheggiata dalla moglie fuori casa. Stessa sorte per il consigliere comunale Giulio De Filippis e il segretario Pd Gianfranco Ferrara, a Casamarciano,mentre una bomba carta è stata due settimane fa fatta esplodere dinanzi la casa di un dipendente della società in house Roccaservizi a Roccarainola, impegnato in una lunga vertenza sugli stipendi. ACicciano lo scorso 16 novembre un uomo, poi denunciato, ha invece incendiato la porta della casa comunale. Tutti episodi che, se si eccettua Cicciano, non hanno ancora colpevoli e che si sono verificati nel 2016. Ma la scia di minacce ed atti intimidatori è molto più lunga e rende l’area nolana un territorio in cui diventa sempre più complicato occuparsi serenamente di cosa pubblica. Del resto che gli amministratori campani e della provincia di Napoli siano sotto tiro è un dato statisticamente provato. Laprovincia di Napoli con 46 episodi nel 2015 èquella in cui si sono verificati più raid del genere. Lo certifica l’associazione Avviso pubblico.

Nel 2015- si legge nel dossier di Avviso Pubblico- la Campania è risultata la seconda regione a livello nazionale – era quarta nel 2014 – con 74 casi censiti, facendo registrare un incremento del 42%. La provincia di Napoli detiene il primato sia a livello regionale – 46 casi in 21 Comuni – che nazionale, in continuità con i dati rilevati nel 2014. Seguono con un sensibile distacco le province di Salerno (11 casi), di Avellino (10 casi), di Caserta e di Benevento, rispettivamente con 6 casi e un caso.

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