Rifiuti e tumori, lo scienziato Giordano: indagare sulle cave dismesse del Nolano

giordano-fotoMERCOGLIANO (Bianca Bianco- Il Mattino)- Da “Campania, terra di veleni” a “Monnezza di Stato”: il viaggio del professor Antonio Giordano continua. Lo scienziato italo americano tra i maggiori esperti mondiali in tema di lotta ai tumori questo pomeriggio sarà a Mercogliano alle 17 presso il Crom, il Centro ricerche oncologiche del cui Comitato scientifico è presidente, per presentare insieme al giornalista e coautore Paolo Chiariello il volume “Monnezza di Stato- le terre dei fuochi nell’Italia dei veleni”. La presentazione, cui prende parte anche il Procuratore Rosario Cantelmo,  avviene nell’ambito di “Mercogliano Lab”, progetto dell’assessorato alla Pubblica istruzione ed alla Cultura dell’ente irpino, ma è solo una della tante tappe del viaggio di Giordano per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei danni dell’inquinamento sulla salute. Un argomento che lo vede in prima fila non solo nel mondo accademico da quando, raccogliendo il testimone del padre Gian Giacomo Giordano, che fu direttore dell’Istituto Pascale  ed autore già quaranta anni fa di una ricerca choc sul nesso tra rifiuti e malattie che “profetizzò” la terra dei fuochi, ha iniziato la propria opera di ricerca ed informazione. Una costante attività di sensibilizzazione che, nell’ultimo testo scritto a quattro mani con Chiariello, travalica i confini medico-scientifici per diventare atto d’accusa alla politica, all’industria ed alla criminalità che hanno avvelenato non solo la Campania ma l’Italia intera.

Professor Giordano, torna nella terra di suo padre, l’Irpinia cui dedica un capitolo anche in “Monnezza di Stato”.

“L’Irpinia non è certo al di fuori della mappa dei veleni, anzi. La Terra dei fuochi travalica i confini del Casertano e della provincia di Napoli. Di certo in quelle province l’attenzione mediatica e numerosi studi hanno interrotto una complice omertà, ma anche l’Irpinia fa i conti con questa tematica”.

Nel libro scritto con Chiariello lei infatti si dedica anche al caso Isochimica.

“Isochimica è il veleno di questa terra e di altre oltre i suoi confini, su cui si è indagato ma ancora tanto altro deve venire fuori. Per esempio si deve continuare ad indagare sulle cave dismesse dell’Alto Nolano, quelle in cui carichi di amianto sarebbero stati stoccati. Bisogna muoversi, intervenire come si sta facendo con le ecoballe anche se in quel caso, come ho detto più volte, si stanno solo rimuovendo dei monumenti alle vittime della terra dei fuochi. Bisognava intervenire molto prima”.

Dalla ricerca di suo padre sono trascorsi quaranta anni e lei da quindici anni si batte su questi temi sia negli Stati Uniti che in Italia. Qualcosa sta cambiando?

“Poco e con grande lentezza. Basti pensare che solo nel duemilaquindici l’Istituto superiore della Sanità ha ammesso l’eccesso di mortalità per tumori in Campania, collegata a fattori di rischio come l’esposizione agli inquinanti. Un passo avanti cui fa da contraltare l’assoluta  mancanza o fatiscenza dei registri oncologici che servono a suffragare analisi epidemiologiche complete”

Analisi che potrebbero definitivamente confermare il nesso di casualità tra esposizione ai rifiuti e malattie?

“In verità il nesso di casualità di cui molti parlano è solo un cavillo giuridico che evita condanne per politici ed imprenditori che con le loro condotte hanno per decenni destato interi territori. Non parlo solo della Campania, di cui anzi si è giustamente scritto e detto molto, ma di tutte quelle aree di’Italia, dalla Lombardia alla Sicilia, in cui manca ancora la consapevolezza che hanno i campani”.

Nel campo della ricerca e dello studio epidemiologico proprio il Crom e l’Istituto Pascale sono in prima linea. Ci sono nuove ricerche?

Certo, continuano gli studi epidemiologici e questo grazie al lavoro sinergico dei ricercatori del Crom, del Pascale e statunitensi. Un grande lavoro che merita grande sta dando grande visibilità a dati che furono quaranta anni fa elaborati da mio padre”.

Questa sera sarà proprio al Crom con Paolo Chiariello, stavolta in veste di autore e non solo di scienziato.

Un incontro importante soprattutto perché viene organizzato in una comunità che sente il problema e vuole risolverlo”.

 

 

 

 

 

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