Cicciano, fuoco e fede per la notte di Sant’Antonio

CICCIANO (Nello Lauro- Il Mattino) Tradizione e fede. Folklore e passione. Cicciano si accende per la ricorrenza di Sant’Antonio Abate con la sua tradizionale festa. Falò e tammorre saranno i momenti clou del programma dei festeggiamenti per il santo protettore degli animali. Comune denominatore della festa è il fuoco. Il fuoco che accende, purifica e riscalda il cuore di cittadini e dei tanti turisti che prenderanno d’assalto Cicciano in questo weekend. Si parte questa sera con la sedicesima edizione del “Premio culturale Sant’Antonio Abate” alla presenza del procuratore antimafia Catello Maresca e accompagnato con canti e balli popolari degli alunni dell’istituto comprensivo di Cicciano e la Banda del Torchio di Somma Vesuviana. La festa entra nel vivo domani pomeriggio (alle 15) con la rituale benedizione degli animali con partenza da piazza Mazzini: chi al guinzaglio, chi in gabbietta, chi adagiato tra le braccia del padrone – per rendere omaggio al loro patrono e protettore, compiendo i rituali tre giri intorno alla chiesa. Cagnolini, asinelli, canarini e pesci rossi, oche, conigli, persino criceti: ogni tipo di animale è caro al santo, che nell’iconografia è raffigurato con accanto un suino con una campanella al collo per ricordare il permesso di cui disponeva l’ordine degli Antoniani di allevare maiali nei centri abitati, animali col cui grasso si curavano le ferite del caratteristico “Fuoco di Sant’Antonio”. Un legame che a Cicciano si rinnova da anni e si rinsalda anche grazie al comitato festa S. Antonio Abate, che cura l’organizzazione di un evento durante il quale strade, vicoli e cortili si animano con falò, intorno ai quali si consumano succulenti pietanze: carne di maiale, salsicce, patate cotte sotto la cenere, dolci vari, il tutto innaffiato con gran quantità di vino mentre i fedeli compiono tre giri intorno alla chiesa recitando preghiere o esprimendo un desiderio. Dopo la santa messa, con l’accensione dei falò (prevista per 19,30) il borgo si trasforma in una balera a cielo aperto con lo spettacolo delle tammurriate: a ritmo indiavolato grandi e piccini, uomini e donne, professionisti e principianti si scatenano in balli forsennati che durano fino al mattino senza soluzione di continuità con le ritmate melodie di Marcello Colasurdo con la paranza di Pomigliano, Pino Iove con la “perteca di Somma Vesuviana”, la Paranza Rareca Antica, Peppino di Febbraio e la Paranza Giuglianese. Un vero e proprio show che da anni calamita a Cicciano diversi turisti da ogni parte del Meridione. Domenica e lunedì è in programma la processione divisa in due parti e accompagnata dai fuochi artificiali rionali che danno il benvenuto al santo in tutta la città per poi terminare con l’asta dei prodotti locali, il sorteggio del “puorco” e l’immancabile e imperdibile epilogo dei fuochi pirotecnici.

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