Ospedale di Nola, interrogazione di Ala al ministro Lorenzin

NOLA- Caso ospedale, interrogazione dei parlamentari del gruppo Ala- Sc con primo firmatario Pietro Langella (insieme a Lucio Barani, Domenico Auricchio, Vincenzo D’Anna, Antonio Milo, Giuseppe Compagnone e Ciro Falanga) al ministro della salute Lorenzin. Nell’interrogazione i parlamentari chiedono di sapere se il ministro “intenda intervenire e, in che modo, sulla proposta di licenziamento dei medici dell’ospedale di Nola palesata dal presidente della Regione Campania, affinché si scongiuri qualunque provvedimento ingiustamente punitivo nei loro confronti” e “come intenda intervenire, in accordo con il Presidente della Regione Campania, affinché vengano affrontate e risolte le numerose emergenze che interessano la sanità campana, e in particolare i presidi di Nola e Boscotrecase, che soffrono di un surplus di utenza rispetto ai posti letto e all’organico a disposizione”.

“Si è gridato alla malasanità – scrivono i parlamentari- accusando i medici del “Santa Maria della Pietà” solo perché costoro non hanno respinto alcun paziente nonostante la carenza di posti letto e barelle e perché hanno accettato di prestare loro le necessarie cure; ci si chiede quale condotta diversa avrebbero dovuto adottare questi medici: forse quella di mandare indietro le persone e magari vedersi accusare in questo caso del reato di omissione di soccorso”.

“Anche l’ospedale “Sant’Anna e Madonna della Neve” di Boscotrecase, ricompreso sempre nella Asl Napoli 3, risulta versare in condizioni critiche a causa del guasto alla caldaia che da 15 giorni rende insostenibili le gelate notturne.  A causa di questo guasto sono stati sospesi alcuni interventi chirurgici, ed è dovuta addirittura intervenire la protezione civile per fornire le necessarie coperte per i pazienti e i loro familiari; il servizio di emodinamica è fermo in maniera inspiegabile e manca la figura del responsabile del pronto soccorso. L’ospedale di Boscotrecase, a causa di una gestione inadeguata, finisce spessissimo sulle cronache dei giornali per frequenti episodi di inefficienza”.

“Questi ospedali hanno subìto rimodulazioni di posti letto che si sono rivelate fallimentari. Versano in stato di carenza di  organico e non si registra alcun segno di implementazione delle piante organiche attraverso concorsi o stipula di contratti a tempo determinato. Le emergenze sanitarie sono fronteggiate da pochi intrepidi operatori che, giorno per giorno, rischiano anche di essere perseguiti penalmente solo per cercare di fare il proprio dovere in condizioni obiettivamente difficili”.

 

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