Pozzuoli: lago D’Averno, pescatori raccolgono pesci morti per zolfo

I pesci morti nel lago D’Averno (foto Videoinformazioni)

POZZUOLI – Le esalazioni di zolfo hanno interessato lo storico lago Averno a Pozzuoli, provocando la moria di centinaia di pesci, soprattutto cefalotti, sono proseguite anche ieri. I gas tossici emessi dai fondali del bacino riducono l’ossigeno, costringendo la fauna lacustre a risalire in superficie boccheggiante. Il fenomeno dell’atrofizzazione è amplificato dalle temperature polari di questi giorni. In mattinata si è registrato quanto temuto e verificatosi sgradevolmente anche in passato: decine di pescatori illegali hanno raccolto i pesci boccheggianti sulle sponde del lago o già morti per poi rivenderli nei mercatini rionali. Di per sé i pesci morti per le esalazioni di zolfo non sono tossici, ma la vendita ed il consumo non è consentito in quanto sono prodotti che non seguono la normativa prevista dalla legge per gli alimenti. Intanto per domani è stato annunciato da esponenti dei Verdi, Francesco Paolo Borrelli e Paolo Tozzi, il sopralluogo dei tecnici dell’Arpa Campania. Intervento concordato con il commissario Pietro Vasaturo per eseguire prelievi di campioni d’acqua nel bacino lacustre. Ciò per rassicurare i residenti, ma anche l’intera comunità flegrea, che si tratta di fenomeni ciclici naturali e non legati ad inquinamento. Ieri mattina i Verdi hanno effettuato un sopralluogo nel Lago d’Averno e nel Lago Lucrino per verificare il fenomeno della moria di pesci, che sarebbe dovuto alla presenza nell’acqua dell’idrogeno solforato derivante dall’attività vulcanica sottostante allo specchio acqueo.
“Abbiamo riscontrato che è aumentato il numero dei pesci morti che galleggiano sullo specchio d’acqua. A ridurre il fenomeno – spiegano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e quello del comune di Pozzuoli e città Metropolitana del Sole che Ride Paolo Tozzi – ci sono decine di pescatori professionisti o improvvisati che stanno raccogliendo anche con retini tantissimi pesci appena morti o boccheggianti. La nostra preoccupazione è legata al fatto che questi animali starebbero morendo per una sostanza tossica (l’idrogeno solforato) pericolosa anche per la salute dell’uomo o per altre ragioni inquinanti non ancora note. Ci domandiamo se l’immissione nel sistema alimentare campano possa causare effetti pericolosi o dannosi. Per oltre ad analizzare le acque dei due laghi abbiamo chiesto all’Arpac di farlo anche per un campione di pesci e verificare il divieto di pesca totale sul lago. Consigliamo per questo in via prudenziale di non mangiare questi animali prima che l’Arpac abbia effettuato le dovute analisi. Non sappiamo ancora ufficialmente il motivo di questa moria, che effetti possono esserci stati sui pesci e che tossicità potrebbe esserci per l’uomo. Infine abbiamo deciso di chiedere all’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) una verifica ulteriore dell’area per capire se questa attività vulcanica da cui sarebbe scaturito il fenomeno nei laghi sia anomala e preoccupante o rientri nei fenomeni ciclici della zona”. (foto videoinformazioni)

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