Camorra: assolto il boss di Marigliano Sebastiano Sapio

MARIGLIANO (Nello Lauro- Il Mattino) – “Assolto per non aver commesso il fatto”. La Corte di Appello “cancella” la sentenza di primo grado a sei anni di reclusione per il boss di Marigliano Sebastiano Sapio. Il reato contestato dai giudici della procura di Santa Maria Capua Vetere era quello di tentata estorsione ai danni di un fioraio della frazione di Polvica di Nola, zona confinante con Marigliano. In un primo momento la condanna inflitta dai giudici in primo grado fu di sei anni, mentre in Appello il ras ebbe un leggero sconto di pena a 5 anni e 6 mesi. Durante il ricorso alla Corte di Cassazione il colpo di scena con i giudici che hanno annullato la sentenza e fatto rifare il secondo grado di giudizio in quanto l’imprenditore nolano ritrattò le accuse contro il boss parlando di “un prestito e non di una richiesta estorsiva”. Un elemento decisivo nel nuovo processo e i giudici hanno accolto le motivazioni di Sebastiano Sapio, difeso dell’avvocato Attilio Panagrosso. Il boss di Marigliano resta comunque in carcere per una condanna a 13 anni perché ritenuto dagli inquirenti tra i capi e i promotori della cosca dei “Castaldo-Sapio” egemone nell’area mariglianese e che negli ultimi anni ha cercato di allungare i propri tentacoli criminali sull’intera area nolana e vesuviana dopo il vuoto di potere conseguente agli arresti che hanno sgominato il sodalizio criminale fondato dai fratelli Pasquale e Salvatore Russo e il clan emergente della Nan (Nuova alleanza nolana). Il clan dei mariglianesi è stato decimato ad aprile del 2013 quando vennero arrestate dai carabinieri 17 persone tra cui lo stesso Sapio: le accuse erano di associazione a delinquere di stampo camorristico, estorsioni, racket, detenzione e porto illegale di armi e spaccio di stupefacenti.

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