Camorra, sequestro da 10 milioni al clan Moccia: sigilli alla villa da 40 vani

 

NAPOLI- Nell’ambito di una complessa attività di indagine di natura patrimoniale, gli agenti della sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Questura di Napoli  hanno dato esecuzione al decreto di sequestro beni, ai sensi della normativa antimafia, emesso dal Tribunale di Napoli — Sezione Misure di Prevenzione –  nei confronti di Luigi Moccia 60enne napoletano, elemento apicale dell’omonimo clan, attivo nella zona territoriale della provincia di Napoli, storico e potente clan attivo nell’ampio territorio della provincia di Napoli, comprendente Afragola e comuni limitrofi, organizzato con struttura piramidale rappresentata, al vertice, da Anna Mazza ,  “vedova Moccia”, dai suoi figli maschi Angelo, Luigi ed Antonio e dal genero Filippo Iazzetta. Il clan Moccia, con struttura rigorosamente verticistica e composizione familiare, ha imperversato nelle zone di Afragola e territori limitrofi sin dai primi anni ’80, assumendone il “controllo” criminale e gestendo le tipiche attività delinquenziali, in particolare le estorsioni alle imprese che avevano ottenuto appalti pubblici.

Luigi Moccia, scrivono gli inquirenti, ” è soggetto di allarmante pericolosità sociale, sia per l’efferatezza e solidità del clan di appartenenza, sia per il ruolo apicale rivestito nell’organigramma del sodalizio, svolto con continuità anche in costanza dei periodi di carcerazione subiti.  L’uomo registra numerosi precedenti penali per associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio, violazione legge armi, corruzione di pubblico ufficiale, rapina, lesioni, ricettazione ed evasione”. Moccia è stato già destinatario di un decreto applicativo della misura di prevenzione nell’anno 1988, poi annullato il 5 luglio 1990. Il 12 aprile 1995 il Tribunale di Napoli- Sezione Misure di Prevenzione aveva emesso un nuovo decreto applicativo di misura di prevenzione personale nei confronti del predetto con obbligo di soggiorno per cinque anni, divenuto successivamente definitivo. A seguito di reiterate interruzioni cagionate dai periodi detentivi del sottoposto, l’applicazione della misura ha poi avuto termine in data 23 dicembre 2011. Il provvedimento applicativo ripercorreva la condotta di vita del Moccia Luigi sottolineandone la stabile dedizione al crimine ed il costante inserimento nell’organizzazione criminale di famiglia. Attualmente Moccia è indagato in un procedimento penale istruito presso il Tribunale di Roma.

Tale procedimento (come emerge dalla lettura del provvedimento cautelare che ha trovato conferma anche in sede di impugnazione) è relativo ad  un’indagine avente ad oggetto le ingerenze di Moccia in attività imprenditoriali in territorio laziale ed a Napoli compiute per agevolare il clan di appartenenza. Il 60enne effettuava fittizie intestazioni a soggetti terzi, al fine di dissimulare la provenienza delle somme utilizzate per effettuare gli investimenti in società laziali ed in un’attività alberghiera napoletana e di eludere le disposizioni in materia di prevenzione.  Atti giudiziari emessi in tale ultimo procedimento hanno ribadito  l’esistenza del clan Moccia, ripercorrendo i molteplici provvedimenti giudiziari che lo hanno riguardato nel corso degli ultimi decenni e confermando l’esistenza di vastissime disponibilità finanziarie in capo alla famiglia Moccia che, al fine di diversificare gli investimenti e, verosimilmente, anche evitare indagini patrimoniali, intendeva spostare i propri interessi imprenditoriali su Roma.

Il  decreto del Tribunale di Napoli, emesso in accoglimento di un’articolata proposta del Questore di Napoli, formulata a seguito di complessa e prolungata attività investigativa svolta dalla sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali, ha disposto il sequestro di beni immobili, mobili, societari e finanziari nella disponibilità del Moccia, in ragione dell’accertata incongruenza dei redditi fiscali dichiarati rispetto alle acquisizioni patrimoniali. Il valore complessivo è di 10 milioni di euro. I beni sono un esteso complesso abitativo costituito da terreno di are 5,40 (540 mq.), un villino e tre appartamenti, per complessivi circa 40 vani, ad Afragola; 3 appartamenti ed un garage ad Afragola; un terreno ad Afragola; un magazzino ad Afragola; due terreni adibiti a coltivazione agricola della metratura complessiva di 42.580 mq., ad Acerra, varie unità immobiliari distribuite su più livelli a Napoli,  di tipo alberghiero, tutte le quote di una società attiva nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, con sede a Roma, una ditta a Roma operante nel settore dei servizi di sostegno alle imprese, 9 auto-motoveicoli, intestati a persone fisiche e giuridiche, vari rapporti finanziari (bancari e postali) intrattenuti presso Poste Italiane e banche di interesse nazionale , materialmente radicati a Roma, Salerno ed Afragola.

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