Difende la fidanzata, 20enne ucciso a sprangate dal branco ad Alatri

Emanuele Morganti, 20 anni, in una foto tratta dal profilo facebook.

FROSINONE – Anche le immagini delle telecamere al vaglio degli investigatori per individuare gli autori del pestaggio avvenuto nella notte tra venerdì e sabato ad Alatri che ha causato la morte di Emanuele Morganti, 20 anni, picchiato brutalmente dal branco per avere difeso la fidanzata. Al vaglio c’è la posizione di diverse persone italiane e straniere. Alcune persone, tra loro anche testimoni, sono ascoltate in queste ore dagli investigatori.

Bisogna “contrastare le violenze, come quella avvenuta ad Alatri due giorni fa”. Il presidente Sergio Mattarella ha citato, parlando oggi al Quirinale, il terribile episodio avvenuto nella cittadina laziale due giorni fa dove ha perso la vita un ragazzo a seguito di una brutale aggressione di gruppo.

Una lite per difendere la fidanzata, oggetto di battute pesanti da parte di un giovane albanese, forse ubriaco. Poi il pestaggio violentissimo in strada, fuori del locale, aggredito da diverse persone. Così é morto Emanuele Morganti, ventenne che venerdì notte era con la ragazza in un locale di Alatri, in provincia di Frosinone, quando tutto é cominciato. I medici del Policlinico Umberto Primo di Roma, dove é stato trasportato in eliambulanza e operato, non sono riusciti a salvarlo. Le sue condizioni erano disperate. I carabinieri cercano di individuare gli aggressori, tutti più o meno coetanei della vittima, hanno riferito i testimoni. Ci sarebbero alcuni sospettati che vengono interrogati. In particolare si cerca il giovane che avrebbe dato i colpi più devastanti con un grosso oggetto di ferro, forse una spranga o una chiave inglese. Colpi che hanno provocato a Morganti fratture multiple al cranio e alla cervicale, risultate poi mortali.

Decine i testimoni e gli amici della vittima ascoltati in caserma: al centro dei sospetti ci sarebbero 9 giovani, italiani e stranieri, che vengono sentiti anche in queste ore dal pm della procura di Frosinone Vittorio Misiti. Al ‘Mirò’, un locale in piazza Margherita nel centro storico di Alatri – già teatro di altre risse in passato – il giovane era arrivato dalla frazione di Tecchiena, dove abita con la famiglia, assieme alla sua ragazza per ascoltare musica. Verso le due, secondo quanto ricostruito, i due erano al bancone del bar quando si é avvicinato un altro ragazzo, un albanese, che ha iniziato a importunare la fidanzata di Morganti. Questi ha reagito ed é scoppiata una lite. Sono intervenuti i buttafuori del locale, che hanno portato i due all’esterno. Qui gli amici dell’albanese avrebbero iniziato a colpire Morganti con calci e pugni, mentre intorno in molti assistevano terrorizzati. A un tratto uno degli aggressori avrebbe preso un oggetto di ferro, forse una chiave inglese o una spranga, e avrebbe colpito la vittima alla testa, lasciandola a terra incosciente. Soccorso e trasportato inizialmente all’ospedale San Benedetto di Alatri, dove i medici gli hanno riscontrato fratture multiple al cranio e alla zona cervicale con emorragia cerebrale, il 20/enne é stato trasferito in elicottero a Roma. Al Policlinico Umberto Primo lo hanno operato e ricoverato in rianimazione.

E’ morto dopo oltre 36 ore di agonia. I familiari erano riuniti da ieri al suo capezzale. I carabinieri del Reparto operativo di Frosinone e del nucleo investigativo della compagnia di Alatri, coordinati dal maggiore Antonio Contente, indagano per cercare di ricostruire l’accaduto. Decine le persone interrogate e ci sarebbero già alcuni sospettati per il brutale omicidio, che ha scioccato Alatri. Una fiaccolata di solidarietà per dire no alla violenza che si doveva svolgere stasera lungo le strade della cittadina è stata rinviata. In serata la notizia della morte di Emanuele. (ANSA)

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