Polvica, le letterine dei bimbi a Mattarella: caro presidente, aiutaci tu contro l’inquinamento

Il “panorama” degli alunni di Polvica

POLVICA DI NOLA (Nello Lauro- Il Mattino) “Caro Presidente Sergio Mattarella, le montagne sembrano dei denti cariati: io spesso non posso nemmeno giocare nel mio cortile perché la polvere che fanno le cave non mi fa respirare bene e soprattutto mi fa venire allergia agli occhi. Spero che tu mi aiuti a risolvere questo problema”. Vincenzo, 7 anni, vive nella frazione di Polvica. Tremila anime, amministrata da 5 comuni, è “sede” di 8 cave, un depuratore che funziona a singhiozzo, la rete dei Regi Lagni, ormai cloache a cielo aperto, un deposito di ecoballe bloccate da 11 anni e una discarica abusiva in attesa di bonifica. Vincenzo è uno dei tanti figli di un territorio martoriato che chiede aiuto e nello stesso tempo pietà. Vincenzo e gli altri 500 bambini che frequentano la scuola “Giordano Bruno-Mario Fiore” a Polvica hanno scritto, disegnato, colorato per descrivere con gli occhi dell’innocenza quello che vivono e sentono ogni giorno. “Volevo dirti che dal mio terrazzo – scrive Eros, prima elementare – si vede una bellissima montagna verde ma ha grossi buchi di polvere che fanno male alle persone e ai bambini come me. Vorrei svegliarmi domani mattina e non vedere più le ferite della mia montagna”. Questi bambini già grandi non chiedono giocattoli, non vogliono telefonini ma pretendono un ambiente salubre: “Aiutaci a respirare aria pulita – scrivono due gemelline – vogliamo vivere senza soffrire di allergie: noi abbiamo una sorella che soffre di asma respiratoria e quando le manca l’aria soffre terribilmente, quando sta al mare sta proprio bene: vorremmo tanto a che a Polvica l’aria fosse così pulita”. “Se non facciamo qualcosa – scrive Carmela, quarta elementare – sarà del tutto inquinata e dovremo indossare le maschere per respirare”. Ma c’è anche chi come Emilia, 8 anni, descrive in poche righe i tormenti di passato, presente e futuro: “Vivo in un piccolo paesino con un grande problema: l’aria che respiriamo non è pulita, abbiamo il diritto di vivere in un ambiente sano e non inquinato. Questo problema esiste da tanti anni: anche mia mamma da piccola ha partecipato a molte iniziative, sono ancora piccola e vi chiedo di aiutarci a risolvere questo problema perché non voglio che miei figli dovranno partecipare a queste manifestazioni”. I disegni fotografano più dei droni le ferite alle montagne, i problemi delle eco balle, con il sole e gli occhi che lacrimano sulle verdi valli e sui colorati pascoli di una parte del rigoglioso Parco Nazionale del Partenio. Un plico di speranza inviato al palazzo del Quirinale. “Ho allegato una sola foto che mostra ciò che i miei piccoli alunni vedono ogni giorno dalle proprie aule. Con gli occhi dell’innocenza fotografano una realtà amara. I bambini la vorrebbero a Polvica per mostrarle l’inferno nel quale vivono” – dice Maria Iervolino, dirigente scolastico della “Bruno-Fiore” nella missiva inviata a Mattarella. “La scuola si allea con le associazioni, con le popolazioni di Polvica per spingere a trovare una soluzione a questo delicato e complesso problema. Nelle nostre possibilità continuiamo a monitorare ed a essere le sentinelle del nostro territorio”. A Polvica sono in aumento patologie respiratorie secondo i dati spirometrici raccolti dall’associazione Isde Medici per l’Ambiente della Provincia di Napoli su un campione di residenti: il 14% è affetto da broncopneumopatia cronica ostruttiva e da patologia cronica restrittiva. Da qui la battaglia sempre più dura del comitato “Respiriamo Pulito” guidato da Gennaro Allocca. Scuola, medici e associazioni, tutti uniti per l’ambiente: le lettere sono in viaggio per il colle più conosciuto d’Italia per cercare la cura giusta per i denti cariati di questo lembo lacerato di Campania Infelix.

 

 

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