Pasquetta salva per la foresta incantata, a Roccarainola pic nic nel sito demaniale

 

ROCCARAINOLA (Nello Lauro-Il Mattino)-  Potere della foresta incantata. Dopo la clamorosa protesta di martedì scorso, quando gli operai che gestiscono il parco più grande della Campania salirono sugli alberi per protestare contro i mancati stipendi degli ultimi 4 mesi, qualcosa è cambiato. Ieri pomeriggio sono arrivate le prime due mensilità (gennaio e febbraio) e l’ascia di guerra è stata sotterrata. Lunedì in Albis riapre la foresta dei sogni di Roccarainola. Una apertura straordinaria, ai varchi “Fossa Agnone” e “Costa Grande” , dalle 9 alle 19, per rivivere il gusto perduto dell’ambiente selvaggio e protetto con un cestino da pic-nic, una macchina fotografica e un binocolo tuffandosi nella natura. Un posto – che abbraccia le province di Napoli, Avellino, Caserta fino a Benevento – che strega con i suoi sentieri tracciati dal tempo e che consente di esplorare itinerari con la meraviglia di vedute inaspettate, che spaziano dai monti dell’Appennino fino al mare di Napoli e alla Penisola Sorrentina. Situata integralmente nel comune di Roccarainola, la foresta demaniale con la sua flora e la sua fauna è riuscita a conservare sostanzialmente inalterati i suoi 950 ettari e le sue 100.000 piante. Una foresta dei sogni che si divide in 13 spettacolari percorsi (bassa, media e alta difficoltà) da percorrere a piedi o scalare con la mountain bike: una full immersion nel verde con diverse aree attrezzate per pic-nic, con tavoli e barbecue che consentono soste nei luoghi panoramici. Salendo dalla collina di Roccarainola le case lasciano il posto alla natura e i campi coltivati vengono sostituiti dai boschi di castagni e ontani napoletani cui si aggiungono il cerro, la roverella, il leccio e il carpino, che, assieme a rosmarino, lentisco, rosa canina e ginestra, la tipica macchia mediterranea, costituiscono la componente vegetale dominante all’interno della foresta. Ad altezze superiori si incontrano anche il nocciolo selvatico e il faggio, con esemplari vecchi anche di 300 anni come nel sentiero di Fossa della Neve che prende il nome dalle neviere che venivano scavate per la conservazione della neve negli anni Trenta. Qui si è formato un piccolo lago che rende il luogo ancora più magico. Oppure trovarsi nel sentiero della “Tana della Lupa” che si snoda tra boschi di cerro e castagni con la presenza di una roccia che una credenza popolare vuole sia stata la tana dei lupi. All’ombra degli alberi, nascosti dalle felci e dai cespugli di biancospino, trovano rifugio il tasso (specie protetta) e il riccio, la volpe e il cinghiale, che condividono la foresta assieme alla vipera e alla biscia e con 73 varietà di uccelli (con 9 specie protette), tra cui si distinguono il succiacapre (uccello protagonista della tradizione popolare: gli è stato attribuito il potere di transitare le anime nell’aldilà), alcuni esemplari di poiana e una colonia di falchi pellegrini che vive isolata sul Monte Fellino. Senza dimenticare la spettacolare passeggiata che porta fino alla “Veduta del Sindaco” (a 800 metri sul livello del mare), il punto panoramico più bello della foresta con la vista mozzafiato che spazia da Napoli a Sorrento con Ischia e Capri e punto di arrivo della “Partenio Vertikal Race” dedicata agli skyrunner. Verde e tranquillità: lontani dalla pazza folla e da ingorghi, attese e caos di tutti i giorni. Perdersi per un giorno nella foresta incantata si può.

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