Amianto nelle cave del Nolano, scatta la petizione

SPERONE (Bianca Bianco – Il Mattino)- “Troppe morti per tumore, vogliamo la verità”. La preoccupazione, il dolore per una malattia che semina morte e sofferenza in numeri sempre più alti ed allarmanti, ha spinto un neonato comitato civico composto soprattutto di giovani a lanciare una campagna di sensibilizzazione e attenzione su una tematica di stretta attualità. Il comitato si chiama “Svegliamoci”, un monito preciso per una comunità come quella mandamentale che, sostengono i fondatori, fa i conti con sempre più storie di discese nell’inferno del cancro. “Storie quotidiane- spiega uno dei fautori, Pasquale Muccio di Sperone-. Pochi giorni fa ho saputo di un’altra persona che si è ammalata, ma i casi non si contano. E’ arrivato il momento di reagire, almeno chiedendo che si faccia qualcosa”. L’angoscia per le storie di sofferenza personale si sono trasformate in indignazione ed hanno spinto il comitato a rivolgersi per iscritto già in aprile al sindaco del Comune di Sperone: “Ho protocollato un’istanza- spiega Muccio- per chiedere che venga avviata una indagine epidemiologica accompagnata da un controllo sul territorio”. All’istanza ha prontamente risposto il primo cittadino Marco Alaia che ha girato il documento all’azienda sanitaria locale. “In attesa delle risposte dell’Asl- continua Muccio- avvieremo una raccolta di firme in tutti i paesi del Baianese, soprattutto in occasioni pubbliche come le feste patronali. Vogliamo attirare l’attenzione sul problema e chiedere che vi sia massima trasparenza”. Tra le emergenze che angosciano i giovani del comitato, la presunta presenza di sversamenti tossici nel sottosuolo di Sperone. Una storia venuta a galla tre anni fa quando dalle carte del processo Isochimica emerse che tonnellate di residui di amianto coibentato grattato via dalle carrozze dei treni degli anni 80 sarebbero stati gettati, raccontarono i collaboratori di giustizia, nelle cave dell’alto nolano: in quella tragica mappa compaiono anche le cave dismesse di Sperone e della vicina Tufino. Una vicenda su cui c’è grande attenzione della procura di Avellino e su cui vogliono la verità anche i componenti del comitato. “Siamo pronti a non fermare la nostra battaglia- dice Muccio- Oltre alla raccolta firme pensiamo di rivolgerci anche all’Arpac ed alla procura, alle autorità che possono aiutarci nella ricerca di chiarezza sul nostro territorio”. Un territorio che convive con una serie di quotidiane emergenze ambientali, dalle discariche disseminate anche nelle aree protette all’abbandono di rifiuti nel Clanio, e soffocato dallo smog della nazionale delle Puglie. Capitoli diversi dello stesso tragico romanzo di crimini ambientali.

 

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