Cicciano, ecco perché il revisore dei conti ha bocciato il bilancio

CICCIANO- E’ stato il principale tema di scontro nelle ultime settimane: il parere sfavorevole al bilancio redatto dall’organo revisore dei conti. Un parere non vincolante ma valutativo che non ha impedito alla maggioranza, col voto aggiuntivo di Lucio Amato eletto tra le file della minoranza, di dare il disco verde al documento contabile. Eppure su quest’ultimo pesano le criticità rilevate dal revisore unico Alfonso Mario Massaro di Torre del Greco,  insediatosi lo scorso novembre su nomina prefettizia. Sono undici le pagine nelle quali il professionista illustra, con necessari tecnicismi, le ragioni per cui a fine aprile si è espresso contro il bilancio. A pesare, la scarsa chiarezza e la incongruità dei documenti messi a disposizione del tecnico, la mancata collaborazione di taluni uffici, i marchiani errori e le sviste di altri responsabili di settore.

RESIDUI ATTIVI- Nel documento si fa riferimento alla proposta di delibera di giunta dell’ammontare complessivo di residui attivi al 31 dicembre 2016 di oltre 9,5 milioni di euro. Il revisore mette subito in chiaro che la sua richiesta di ricognizione dei residui attivi e passivi ha ricevuto il riscontro solo di alcuni uffici (Affari generali, affari legali, personale e politiche sociali) e quindi non ha potuto individuare formalmente l’entità dei crediti “di dubbia e difficile esazione”, dei crediti “inesigibili o insussistenti” perché prescritti o accertati erroneamente (caso questo che può comportare il danno erariale a carico dell’ente),  dei crediti “non imputati correttamente in bilancio a seguito di errori materiali o di revisione della classificazione di bilancio” per i quali è necessario procedere alla loro riclassificazione e dei “crediti imputati all’esercizio di riferimento ma che vanno reimputati all’esercizio in cui sono esigibili”. In pratica mancano dei passaggi fondamentali ai fini degli accertamenti, passaggi non messi a disposizione dagli uffici competenti.

RESIDUI PASSIVI- Stesso discorso per i residui passivi che la proposta di giunta fa ammontare a 5,5 milioni di euro. Ma anche in questo caso, rivela il revisore,  a causa del mancato riscontro di alcuni uffici alle sue richieste non è stato possibile accertare formalmente i debiti “insussistenti o prescritti”, i debiti “non imputati correttamente in bilancio” e quelli imputati all’attuale esercizio ma che dovrebbero essere imputati all’esercizio in cui sono esigibili.

Il revisore non si ferma  a queste criticità e bacchetta l’ente a più riprese. Prima di tutto per non avere messo a disposizione il riscontro tecnico alle anomalie sollevate già ad agosto anche agli uffici e inoltre per non avere ottenuto in visione il parere favorevole “debitamente firmato” espresso dal revisore dei tre anni precedenti. Dal rapporto epistolare coi singoli uffici interpellati, lamenta infine, mancano elementi basilari come le motivazioni in relazione alle azioni intraprese soprattutto sull’aspetto del mantenimento e cancellazione dei residui attivi e passivi.

LA BOCCIATURA- Le undici pagine con cui il revisore unico smonta il bilancio di previsione 2017- 2019 si concludono con l’inevitabile parere negativo, o meglio giudizio di incongruità, incorenza, inattendibilità contabile. Preso atto del parere del revisore con una delibera di giunta l’amministrazione ha chiesto ai capi settore di rivedere l’atto da ripresentare di nuovo per il parere per poi procedere all’approvazione del bilancio consuntivo.

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