“Non sono sicuri”: la Procura di Avellino sequestra due cavalcavia della A16

SPERONE (Bianca Bianco- Il Mattino)- Seri rischi per la stabilità. Con questa motivazione la Procura di Avellino ha disposto il sequestro preventivo dei cavalcavia numero 20 e numero 22 della autostrada A16 ricadenti nel territorio del Comune di Sperone. Indagate anche due persone per omissioni e mancata manutenzione delle due strade che si sopraelevano sulla tratta Napoli- Canosa. Ieri mattina i sigilli sono stati apposti dagli agenti della Polizia stradale distaccamento Avellino Ovest che hanno messo sotto sequestro i cavalcavia su cui già nel marzo scorso effettuarono un sopralluogo su disposizione del procuratore Rosario Cantelmo. Da quell’attività emersero una serie di problemi alla staticità che imposero prime misure per interdire parzialmente il passaggio di mezzi pesanti. Misure insufficienti visto che ieri si è disposta la chiusura ed il sequestro nell’attesa di chiarire anche le eventuali responsabilità di Autostrade per l’Italia. Le condizioni dei cavalcavia numero 20 e 22, che si trovano rispettivamente nelle località “Santa” e “Campo di Pietra” di Sperone, sono finite sotto la lente della polizia stradale e dei magistrati irpini nei mesi scorsi. Le prime prescrizioni sul passaggio di tir ed in particolare sul numero 22 che collega il paese con l’area industriale sono arrivate su richiesta della società Autostrade nei primi mesi del 2017 dopo che i controlli si erano svolti verso la fine del 2016. Ad aprile, in seguitoal  sopralluogo della polizia stradale del 24 marzo, si impose un restringimento delle carreggiate e l’imposizione di limiti per il passaggio di autoarticolati attraverso la segnaletica con divieto di transito per i camion che superassero le 20 e le 34 tonnellate di massa complessiva ed il superamento dei 5 chilometri orari per i tir. Misure che il primo cittadino di Sperone Marco Alaia giudicò già in quel caso insufficienti: “Chi controlla i passaggi dei camion?- protestò chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine e maggiore attenzione su una situazione a rischio, considerati anche gli incidenti che nel corso degli ultimi sei mesi hanno funestato altri tratti autostradali italiani e terminati con la morte di automobilisti transitati sotto i cavalcavia mentre crollavano. E in effetti la procura di Avellino nonostante questi interventi ha continuato ad indagare ed a richiedere un monitoraggio complessivo delle due opere. In particolare è stata richiesta una perizia che analizzasse le condizioni dei due tratti. Un dossier che ha indotto il pm Cecilia De Angelis a firmare il decreto di sequestro preventivo. Dalle analisi sarebbe emerso il pericolo per la stabilità delle due strade e la necessità di sequestrarle. Un provvedimento che, soprattutto nel caso del cavalcavia numero 22, causerà disagi agli opifici dell’area industriale. Ma il provvedimento della procura irpina vuole eliminare ogni dubbio sulla sicurezza e verificare se ci sia stata una manutenzione insufficiente nel corso degli ultimi anni. I cavalcavia sono stati costruiti negli anni Cinquanta e sulle loro condizioni in una nota la società Autostrade per l’Italia attraverso la Direzione di Tronco di Cassino dichiarò che  “i cavalcavia in questione, realizzati durante la costruzione dell’A16, hanno  larghezza e capacità di carico ridotte. Di conseguenza, non possono essere aperti alla libera circolazione senza specifiche prescrizioni imposte dall’ente che ne gestisce la viabilità” sottolineando come dal 2014 abbia avviato una verifica e richiesto al Comune, nello stesso anno e nel 2016, l ‘installazione di una segnaletica di limitazione dei carichi massimi”.

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