Scheda ballerina a Tufino: esposto di Galeotafiore, no comment di Ferone

TUFINO (Nello Lauro- Il Mattino). Un’ombra sul voto di Tufino. Ancora una volta. Durante lo spoglio elettorale, avvenuto a porte chiuse, tra domenica e lunedì notte nell’urna della terza sezione durante lo scrutinio è spuntata una scheda non conforme all’originale. Un’anomalia subito segnalata dai rappresentanti di lista che hanno fatto verbalizzare la situazione al presidente di seggio. Ieri mattina la proclamazione degli eletti è slittata anche di qualche ora: i gruppi di opposizione hanno diffidato a non cominciare la procedura perché secondo loro sarebbe stata irregolare. Un po’ di tensione, ma alla fine si è proceduto alla nomina del sindaco Carlo Ferone e dei nuovi 12 consiglieri comunali. Il fenomeno della “scheda ballerina” non è nuovo a Tufino: già nel 2015 si era verificato un caso analogo, ma allora nella prima sezione, episodio che poi ha portato allo scioglimento dell’assise dopo la sentenza del Consiglio di Stato nello scorso dicembre dopo 18 mesi di amministrazione. La lista “Noi con Voi” guidata da Aniello Galeotafiore ha presentato un esposto-denuncia alla procura e alla prefettura di Napoli e ha annunciato il ricorso al Tar. Le elezioni a Tufino sono state vinte dalla lista “Progresso Civico” di Carlo Ferone con il 50% dei suffragi rispetto al 25% degli altri due candidati Nicola Di Mauro e Aniello Galeotafiore. “Riguardo a queste polemiche delle ultime ore preferisco non esprimere alcuna considerazione” dice il neo sindaco Ferone al suo terzo mandato dal 2001. “Non ho visto i verbali della sezione e quindi affronteremo la questione nel merito quando e se si porrà. Oggettivamente però mi sembra che il risultato non lasci spazio ad alcun dubbio”. “La solita scheda ballerina è un’ombra sul voto. La democrazia è una cosa seria, e vanno presi seriamente anche quelli che ci giocano infangandola” – commenta il candidato sindaco di Lista Civica per Tufino Nicola Di Mauro. Galeotafiore parla nel ricorso di “inquinamento elettorale” e nel paese delle due discariche suona anche beffardo.

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