Baianese, rivolta degli agricoltori contro la chiusura del cavalcavia

SPERONE- Agricoltori in rivolta a Sperone. I contadini, stremati da 45 giorni di chiusura del cavalcavia numero 22, annunciano la volontà di intraprendere azioni anche clamorose per sbloccare una situazione ormai al collasso. Si avvicina la stagione della raccolta delle nocciole ed il rischio è che la coltivazione vada perduta perché i proprietari del terreni che si trovano al di là del ponte autostradale a rischio crollo, chiuso e interdetto al passaggio anche dei trattori, non hanno potuto effettuare le procedure necessarie per proteggere e ripulire i terreni.
Una vera e propria emergenza, tonnellate del preziosissimo frutto della Bassa Irpinia che potrebbero finire perdute con conseguente contraccolpo anche sul mercato locale oltre che sulle tasche dei piccoli imprenditori agricoli. Sulla vicenda sono intervenuti sia il sindaco di Sperone, Marco Alaia, che i rappresentanti della sua opposizione consiliare del gruppo «Colomba» che ha convocato una riunione per consentire ai contadini di esternare le proprie ragioni.
Il primo cittadino ha espresso la posizione ufficiale dell’ente attraverso un manifesto pubblico per spiegare tutte le tappe di una vicenda paradossale: «Abbiamo dato un segnale tangibile dell’assolvimento ai doveri istituzionali e della solidarietà nei confronti di coloro i quali stanno vivendo una situazione difficile sotto il profilo economico e sociale nonché della grande sensibilità e solerzia del Comune di Sperone verso la questione del sequestro del cavalcavia».
«Chiediamo più coraggio all’ente», ribatte l’amministratore delegato di Euronut Spa, Domenico Manganelli, che con la propria azienda completamente isolata dal 5 giugno sta vivendo un momento drammatico. «Gli agricoltori vivono il nostro stesso dramma, tutti stiamo facendo uno sforzo enorme per evitare altri disagi a quelli che abbiamo già subito. La paura è che il tempo passi ancora e che noi imprenditori, senza alcuna risposta dalle autorità, avremo altri danni con ripercussioni sui lavoratori e sulle loro famiglie».
Dal punto di vista giudiziario tutto tace. Dopo l’effettuazione di alcuni saggi sia sul cavalcavia 22 che sul cavalcavia 20, si attende la nuova perizia del consulente della procura che potrebbe attenuare se non sbloccare la grave situazione. Dal 5 giugno i due ponti sono interdetti e sotto sequestro per problemi di ammaloramento alle strutture che li metterebbero a rischio crollo. Mentre il medico cerca una soluzione, però, il malato muore.


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