Sigilli al cavalcavia, rabbia a Sperone: subito una soluzione

SPERONE (Bianca Bianco- Il Mattino) Proprietari terrieri arrabbiati e imprese con l’acqua alla gola. Il tempo passa e gli imprenditori agricoli e non della zona industriale di Sperone restano in attesa di una soluzione della vicenda del cavalcavia numero 22 dell’autostrada A16 sequestrato lo scorso 5 giugno dalla procura di Avellino perché a rischio crollo. L’altra sera presso l’aula consiliare del Comune di Sperone tutte le parti coinvolte si sono ritrovate intorno ad un tavolo per discutere dell’evoluzione della paradossale vicenda: il ponte sequestrato è l’unico collegamento con le fabbriche ed i 98 noccioleti, da quando è chiuso non ci sono strade per fornitori, trattori, altri mezzi. I raccolti rischiano di andare perduti e le fabbriche di dovere fermare la produzione.
All’incontro organizzato dai «Giovani democratici» di Sperone erano presenti contadini e imprenditori, il sindaco Marco Alaia ed il deputato del Pd Massimiliano Manfredi già autore con Assunta Tartaglione di una interrogazione parlamentare. Manfredi ha annunciato di avere inviato una ulteriore nota ai ministri Graziano Del Rio e Carlo Calenda chiedendo la convocazione di un tavolo con le parti interessate. Richieste di aiuto al Governo per cercare di sbloccare una situazione complessa. Il cavalcavia è sotto sequestro dopo una perizia ordinata dalla procura che ha rilevato molti problemi strutturali; ora, dopo l’istanza presentata da una delle aziende più danneggiate, la Euronut spa, Autostrade per l’Italia, proprietaria del ponte ed unica responsabile della situazione secondo la procura che ne ha indagato due dirigenti per omesse manutenzioni, ha compiuto nella notte tra lunedì e martedì le prove di carico che chiariranno se ci sono eventuali margini per una riapertura anche solo parziale del viadotto. «Se l’esito delle prove sarà positivo- dichiara Manfredi – ci ritroveremo di nuovo intorno ad un tavolo per chiedere una immediata riapertura provvisoria del cavalcavia». Il sindaco Alaia ha chiarito: «Il Comune non ha nessuna responsabilità, quanto poteva essere fatto è stato fatto». L’amministratore delegato di Euronut Domenico Manganelli ha chiesto un passo avanti: «È il momento di chiedere un impegno che sia definitivo e concreto a tutela dei lavoratori – dichiara – delle loro famiglie e delle nostre aziende. Ogni giorno che passa senza risposte compromette le nostre attività». Sulla vicenda ed in particolare sul caso di Euronut si è espresso con una nota anche il deputato di Scelta civica Angelo D’Agostino che rivolgendosi al ministro Del Rio ha espresso l’auspicio che il Ministro delle Infrastrutture solleciti la messa in sicurezza del cavalcavia e consenta alla Euronut di continuare ad operare apportando grandi benefici all’economia locale». Un «dibattito utile a chiarire molti punti della vicenda», secondo i rappresentanti dei Giovani democratici che annunciano di volere continuare «a seguire da vicino la vicenda». Ma per le parti lese serve maggiore impegno. I contadini hanno già annunciato l’intenzione di formare un comitato pronto a mettere in campo ogni strategia necessaria ad uscire da una situazione di stallo che sta mandando in malora il raccolto del 2017.

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