Vesuvio, dopo incendio Polvica di Nola invasa da polveri sottili

L’Arpac, l’Ente regionale di protezione ambientale, sta monitorando costantemente la qualità dell’aria in Campania, tramite l’utilizzo di stazioni fisse e mobili, per seguire l’impatto che i roghi che ancora bruciano sul vulcano e in altre zone stanno avendo sulla salute dei cittadini.

Le centraline fisse dell’Ente posizionate a valle del Vesuvio, oggi, mostrano un livello molto elevato di polveri sottili, di PM10, che supera di gran lunga il limite giornaliero consentito di 50 microgrammi per metrocubo. La concentrazione di PM10 è stata registrata in misura elevatissima dalla centralina di via Argine, dove le polveri sottili nell’aria hanno sfondato il muro dei 200 microgrammi/metrocubo, attestandosi a quota 225 e dalla centralina di Polvica di Nola, dove il PM10 si è attestato a quota 177. Il picco orario è stato raggiunto questa mattina, intorno alle ore 9. Le stazioni di rilevazione dell’Arpac, hanno comunque registrato una tendenza all’innalzamento del livello di inquinamento durante le ore notturne.

L’Ente di protezione ambientale sta monitorando anche le condizioni meteorologiche, che possono aiutare a far diminuire o aumentare il livello di inquinamento. Ad esempio, ieri, a causa del vento che spirava da Sud-Sud Ovest, la concentrazione di PM10 è stata inferiore ed entro il limite consentito, a differenza della giornata di oggi, in cui è stata registrata una impennata a causa della diminuzione del vento. Per quanto riguarda le concentrazioni di gas nell’aria, invece, le centraline dell’Arpac da Napoli a Nocera Inferiore – sia quelle fisse che mobili – non hanno registrato il superamento dei valori consentiti.

 


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