Fiamme nella cava, soccorsi bloccati da cavalcavia chiuso

SPERONE (Bianca Bianco-Il Mattino) – Un dissequestro lampo per consentire ai mezzi di soccorso di raggiungere il luogo di un incendio. Ieri mattina nella zona industriale di Sperone si è verificato quanto imprenditori e contadini paventano da tempo, ovvero la difficoltà per ambulanze od autobotti di raggiungere i loro terreni ed opifici in caso di incidenti a causa del blocco stradale sul cavalcavia della A16. Un rogo appiccato in maniera dolosa ad una cava che da diverso tempo non è attiva e si trova proprio al termine di località Campo di Pietra ha portato alla ribalta il problema ed ha riproposto una situazione complessa che va ormai avanti dal cinque giugno (data del sequestro ordinato dalla Procura della Repubblica di Avellino). Intorno alle 10, 30 di ieri le fiamme si sono propagate in un’area di pertinenza del sito estrattivo arrivando ad attingere anche la fitta boscaglia circostante. Sul posto, dopo pochi minuti, è arrivata una squadra dei pompieri del comando di Avellino che una volta giunta dinanzi al cavalcavia numero 22, unica strada di accesso all’area industriale e quindi alla cava, si è dovuta fermare davanti ai blocchi in cemento che da quasi tre mesi impediscono il passaggio sul ponte che in base ad una perizia della procura irpina è a rischio crollo. Ci sono stati alcuni minuti di caos, poi sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Baiano che hanno in poco tempo ricevuto l’ok per il dissequestro della zona. I militari dell’Arma a quel punto hanno chiesto l’aiuto di alcuni operai delle aziende che si trovano al di là del cavalcavia, e questi, grazie ai loro muletti, hanno spostato i due jearsey consentendo il passaggio dell’autobotte. Il mezzo dei vigili del fuoco ha attraversato il ponte con qualche difficoltà per poi raggiungere il rogo, a qualche centinaio di metri più su. Una situazione paradossale che si è svolta dinanzi a decine di agricoltori e lavoratori dell’area che da settimane chiedono attenzione sulla condizione delle loro attività dopo l’interdizione al passaggio di camion, auto e trattori. Le attività di spegnimento, svolte dai caschi rossi coordinandosi con i carabinieri, i carabinieri forestali ed i vigili del Comune di Sperone, sono durate alcune ore. Danni ingenti al bosco che si trova di fronte alla cava ma le fiamme non sono riuscite ad arrivare sino dentro il sito, laddove si trovano gli uffici ed alcuni mezzi. Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, si sarebbe trattato di un rogo appiccato in maniera dolosa e dei testimoni avrebbero visto delle persone scappare dal luogo dell’incendio pochi minuti dopo. Circostanze che saranno valutate dagli inquirenti. Dopo le operazioni di messa in sicurezza, i mezzi delle forze dell’ordine hanno nuovamente attraversato il ponte sequestrato che è stato poi “richiuso” con i blocchi in cemento. Il dissequestro è stato solo momentaneo e solo per consentire il passaggio dell’autobotte, ma l’episodio ha riportato in auge il dibattito intorno alla situazione che stanno vivendo le fabbriche dell’area industriale di Sperone. Dal 5 giugno i cavalcavia 20 e 22 sono sotto sequestro perché in pessime condizioni strutturali. Le prove di carico compiute a fine luglio non sono state reputate sufficienti dal giudice per le indagini preliminari per consentire una riapertura anche solo parziale del ponte 22 che collega alla zona industriale e anche l’unica strada alternativa non si potrà fare per problemi burocratici. L’isolamento continua e ieri, con le fiamme a due passi dagli insediamenti produttivi, la complessità di questa vicenda in cui si deve tutelare la sicurezza dei cittadini e l’economia locale è tornata prepotentemente in primo piano.

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