Taurano, incontri internazionali del folklore: è qui la festa dell’accoglienza

TAURANO  (Bianca Bianco – Il Mattino) Taurano capitale del folklore e simbolo di accoglienza. La ventunesima edizione degli “Incontri internazionali del folklore” (da oggi a sabato 12) arriva in un momento storico difficile per l’Italia. Tra rigurgiti razzisti e paure, il quotidiano sbarco di migranti è un tema sempre più caldo. Ma nel marasma di opinioni diverse e di strumentalizzazioni, spicca l’esempio di questo piccolo Comune del Vallo di Lauro, 1600 anime che dal 1996 sono diventate comunità dell’accoglienza e dell’apertura verso culture e tradizioni anche distanti. Gli “Incontri”, organizzati gratuitamente dalla Pro Loco del presidente Attilio Graziano e del responsabile culturale Giovanni Ferraro con grande impegno e anche con qualche sacrificio personale, sono ormai diventati un punto fermo tra le iniziative culturali della Campania tanto da avere meritato un cospicuo finanziamento regionale che ha dato ossigeno ad una manifestazione basata essenzialmente sulla spontanea e gratuita volontà di dare voce alle culture di tutto il mondo.  Una kermesse che quest’anno ospiterà mondi che più lontani non si può. Sono infatti attesi, nel minuscolo centro del Vallo, 200 rappresentanti del folklore di Paesi diversi: fino a sabato si danzerà e canterà sotto le bandiere del Sudafrica, Kenia, Messico, Colombia, Perù, Kirghizistan. I partecipanti saranno ospitati a spese della Pro Loco e per quattro giorni trasformeranno Taurano in una cittadella multicolore e multirazziale in cui di giorno si potranno conoscere gli ospiti e di sera danzare con loro al ritmo universale della musica.  Perché il tema dell’universalità, oltre che dell’accoglienza, è quello che più interessa diffondere alla Pro Loco come spiega Giovanni Ferraro: “È bello vedere mondi e generazioni diversi incontrarsi, diffidenze cadere e muri crollare dinanzi il linguaggio unico della musica. A Taurano anche i più anziani lasciano a casa ogni forma di perplessità per conoscere ragazzi da ogni angolo del pianeta. Questi ultimi conoscono il nostro mondo attraverso visite guidate non solo nella nostra zona”. Uno scambio interculturale in cui dominano l’accoglienza e la pace, in controtendenza con le sirene che in questi giorni di emergenza sbarchi vorrebbero alzare frontiere più alte persino in mare. “Non a Taurano. – continua Ferraro – Qui vorremmo essere non solo capitale del folklore ma anche del rispetto verso tutti”. Un esempio? Quando la comitiva del Kirghizistan ha accettato la lunga trasferta fino al cuore della Bassa Irpinia, i componenti della Pro Loco hanno voluto incontrare i più giovani dell’associazione e spiegare dove si trovasse questa nazione dell’Asia centrale che ha quasi lo stesso numero di abitanti della Campania. Un Paese dalla storia recente tormentata e fratricida ma dal passato fatto di tradizioni incantevoli basate sul nomadismo, sui costumi preziosi tramandati per generazioni e i balli e canti che costituiscono il vero patrimonio nazionale. Una lezione di apertura nello spirito di questa rassegna nata con l’intento fare incontrare il folklore nelle sue manifestazioni diverse ma unite dal legame che ciascun Paese ha con l’identità e le radici.  Sabato 12 la kermesse si chiuderà con i concerti di Eugenio Bennato e Carlo Faiello, entrambi rappresentanti della etnicità locale, delle sonorità arricchite dai rimandi alla storia dei luoghi e dall’uso del dialetto. “Una chiusura coerente con il tema dell’inclusione”, spiega Ferraro che poi annuncia la trasferta che a fine agosto spetterà proprio al gruppo folklorico e alla Pro Loco di Taurano quando sbarcheranno in Grecia con la loro quadriglia e il laccio d’ammore.  Nel frattempo curano gli ultimi dettagli della quattro giorni di “Incontri internazionali del folklore” senza lasciare nulla al caso, nemmeno la scelta dei doni agli ospiti. Per tutti, una cesta di prodotti della tradizione enogastronomica locale, in primis la nocciola, vera regina del territorio. Un regalo che attraverserà mari e lande sconfinate, fino a Paesi dai nomi difficili da pronunciare e dalle storie intricate e tumultuose ma che, come nella piccola ed esemplare Taurano, hanno una tradizione lunga, popolare ed agricola da raccontare cantando e ballando.


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