Camorra, preso il baby boss del clan Vanella Grassi: a 17 anni uccise due ras rivali

NAPOLI – Nella giornata di ieri, la Squadra Mobile di Napoli ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale per i minorenni di Napoli a carico di Salvatore Russo, classe 1995, all’epoca dei fatti minorenne, esponente del clan camorristico della Vanella Grassi ritenuto responsabile, a vario titolo, dei reati di duplice omicidio premeditato, sequestro di persona, distruzione di cadavere, detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Le indagini hanno consentito di ricostruire il contesto criminale, il movente e ogni rilevante circostanza in ordine al duplice omicidio di Raffaele Stanchi, detto “Lello Bastone”, e Luigi Montò. Già lo scorso 4 maggio 2016, la Squadra Mobile aveva eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a carico di Antonio Mennetta, Fabio Magnetti, Francesco Barone, Luigi Aruta, Alessandro Grazioso, Ciro Castiello ed Eduardo Zaino. Il 9 gennaio 2012, a Melito di Napoli, all’interno del bagagliaio di una Fiat Grande Punto di colore grigio, poi risultata rubata, furono rinvenuti due cadaveri carbonizzati, successivamente identificati solo grazie al Dna nei pregiudicati Stanchi e Montò, ritenuti intranei al gruppo criminale denominato Abete-Abbinante, operante nell’area Nord di Napoli.

Il grave episodio criminale, ricostruito nel dettaglio anche attraverso i numerosi riscontri investigativi alle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia, ha segnato l’inizio della terza faida di Scampia, esplosa tra il 2012 e il 2013, allorché la Vanella Grassi, in stretto vincolo di alleanza con la famiglia Marino, padrona delle Case Celesti, decide di intraprendere una guerra avverso la famiglia Abete-Notturno-Abbinante. La scelta di Stanchi quale obiettivo strategico nasce dalla considerazione dell’essere costui l’uomo di fiducia di Arcangelo Abete, oltre a gestore della remunerativa piazza di spaccio delle Case dei Puffi, vera cassaforte del gruppo. Dunque, l’omicidio di Stanchi  fu deciso ed eseguito per interrompere il flusso finanziario della famiglia Abete-Notturno-Abbinante. In tale momento la Vanella Grassi, pur essendo formalmente alleata degli Abete-Notturno-Abbinante, pone le basi per la futura confederazione Vanella-Leonardi-Marino, che sarà la protagonista vincente della faida 2012-2013 contro gli Abete-Notturno-Abbinante. L’efferata azione criminale fu realizzata, attraverso diverse fasi esecutive, caratterizzate dalla progettazione ed esecuzione del sequestro di persona delle vittime, a Villaricca, dal trasporto dei prigionieri presso l’abitazione di Carlo Matuozzo, qui sottoposte ad un interrogatorio pressante allo scopo di far rivelare a Stanchi dove si trovassero alcuni milioni di euro che lo stesso conservava per Abete. Infine dalla brutale eliminazione e dalla distruzione dei corpi e delle tracce dell’omicidio, con l’incendio dell’auto abbandonata a Melito con a bordo i cadaveri, allo scopo di allontanare i sospetti dalla Vanella Grassi e far ricadere la responsabilità del delitto sul clan Amato-Pagano. S’è trattato di un delitto corale, a cui hanno partecipato numerosi affiliati sia del clan Marino che del clan Vanella Grassi, che in quel momento hanno siglato nel sangue di Stanchi e Montò la loro fusione in una consorteria unitaria.

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