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Sperone, odissea cavalcavia 22: accesso off limits fino a Natale

SPERONE (Nello Lauro – Il Mattino) –  Tempi dilatati per la riapertura del cavalcavia numero 22 dell’autostrada A16. Si attendeva una chiusura del cantiere per il consolidamento del ponte entro 4 settimane dall’inizio dei lavori lo scorso 20 ottobre. Si dovrà invece attendere, stando al cronoprogramma della società Autostrade, almeno fino a poco prima di Natale. Nel prossimo mese e mezzo i tecnici e gli operai effettueranno le opere di consolidamento con fibre di carbonio e resina, poi si passerà alla parte soprastante: il progetto, secondo quanto sinora emerso, prevede l’installazione di una pedana per la pesatura elettronica che dovrà garantire il rispetto dei limiti di peso dei camion che attraverseranno il cavalcavia che, stando sempre alle ultime novità, potrebbe essere fissato sulle 39 tonnellate. Il deputato del Partito Democratico Massimiliano Manfredi, che sulla vicenda si è interessato nei mesi scorsi con interrogazioni e richieste ufficiali al ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio, nei giorni scorsi si è messo in contatto con i dirigenti del sesto tronco Cassino che hanno confermato il  rispetto del cronoprogramma e la conclusione dei lavori entro la fine dell’anno: “Vista la preoccupazione di lavoratori ed imprenditori che da giugno sono isolati per il sequestro del cavalcavia- ha dichiarato Manfredi- ho chiesto rassicurazioni che sono arrivate. Si deve riguadagnare terreno ed essere celeri per evitare nuovi danni alle attività produttive del territorio, già compromesse”. Danni e disagi pesanti: il dissequestro e l’inizio dei lavori non hanno risolto le problematiche, come spiega Domenico Manganelli, amministratore delegato di Euronut spa, azienda isolata dal 5 giugno: “Le nostre attività – dichiara – proseguono a rilento, come da giugno a questa parte. Le operazioni di carico e scarico merce continuano manualmente ed i disagi per i dipendenti ed i fornitori aumentano soprattutto per il peggiorare delle condizioni meteo. E’ ormai una corsa contro il tempo che sta causando molti danni. Speriamo in una rapida chiusura del cantiere, nel frattempo facciamo la conta delle perdite economiche subite in cinque mesi”. Situazione sempre più difficile anche per Sandra e Nunzio Isernia, residenti al di là del cavalcavia chiuso: “La nostra attività è ancora chiusa- racconta Sandra- E la vita, col ponte chiuso e il tempo che peggiora, sta diventando impossibile”. Sandra fa  parte del Comitato cavalcavia 20-22 formatosi a settembre e composto dai contadini che hanno i loro fondi al di là del viadotto. 


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