Piacenza, studente di prima media picchia professoressa

PIACENZA – Dopo l’accoltellamento di una professoressa di Italiano a Caserta da parte di un 17enne, esplode un nuovo caso di violenza ai danni di un docente da parte di un alunno. In Valnure, nel Piacentino, ha solo 11 anni e frequenta la prima media il ragazzino responsabile di aver mandato in ospedale un’insegnante di 65 anni e oltre 40 di carriera in cattedra. Il 30 gennaio, per reclamare attenzione in aula dalla professoressa che stava facendo lezione, lo studente si è prima sdraiato sulla cattedra, quindi ha iniziato a colpirla con pugni al braccio. Per il male lei ha dovuto interrompere l’ora e andare all’ospedale dove è stata medicata e dimessa con sette giorni di prognosi. La situazione del bambino è di disagio e già in passato è stata presa in carico dai servizi sociali. Dopo l’aggressione, è stato sospeso con obbligo di frequenza e la scuola ha presentato una denuncia per infortunio sul lavoro e una segnalazione ai servizi sociali. “L’episodio è stata la punta dell’iceberg di una situazione già molto difficile”, ha detto la preside della scuola, spiegando che l’11enne “si era già reso protagonista di altre intemperanze: ad esempio aveva costruito un rudimentale aggeggio con il quale dava la scossa ai suoi compagni e aveva fatto esplodere dei petardi nel doposcuola pomeridiano”. La scuola, ha assicurato, è intervenuta “con tutte le azioni di sostegno possibili sulla classe, che il ragazzo ha ovviamente continuato a frequentare, perché in questi casi c’è anche il rischio che un soggetto di questo tipo possa diventare un leader negativo per tutti i compagni”. Secondo l’ufficio scolastico regionale, la scuola ha fatto quello che si doveva: “Gli elementi di cui sono in possesso mi permettono di assicurare che la Scuola ha affrontato con competenza istituzionale ed educativa il problema, assumendo decisioni tecniche che ritengo molto opportune”, ha detto il dirigente Stefano Versari, che ha chiesto una relazione. Intanto i sindacati sollecitano interventi, anche perché nella provincia emiliana il caso non sarebbe isolato: in un’altra scuola media piacentina un’insegnante è finita nel mirino di un gruppo di bulli, suoi allievi, con lancio di chewing gum tra i capelli. “È un problema educativo diffuso e che interessa fasce di studenti sempre più giovani – ha detto Manuela Calza del sindacato Flc Cgil – assistiamo a uno svilimento del ruolo professionale degli insegnanti che ha radici lontane”. Un’azione legale “urgente” è stata chiesta da Salvatore Pizzo, coordinatore del sindacato degli insegnanti Gilda di Piacenza e Parma, secondo cui “devono essere perseguiti duramente i responsabili e i genitori devono rispondere delle azioni dei figli”. (ANSA).

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