Pizzo ai negozianti e droga, in cella sei esponenti del clan Ligato

CASERTA- Sei arresti nel clan Ligato, attivo nell’area di Pignataro Maggiore. Le misure sono state eseguite questa mattina dai carabinieri su ordine della direzione distrettuale antimafia. Gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione,  danneggiamento e lesioni personali, aggravati dalla finalità mafiosa. L’operazione è partita da una indagine iniziata nel 2015, quando il clan fu disarticolato da una serie di arresti e il capoclan Rafaele Ligato finì in regime di carcere duro: la sua eredità passò ai figli Antonio Raffaele e Felicia, entrambi arrestati questa mattina. Gli indagati, stando a quanto emerso, sarebbero responsabili di estorsioni nei confronti di operatori commerciali di Pignataro Maggiore ed hinterland con il reinvestimento speculativo dei capitali in attività illecite e nel traffico di stupefacenti. In particolare imponevano prodotti o chiedevano il pizzo (fino a 500 euro a settimana), inoltre nel corso dell’attività, veniva accertato un chiaro tentativo del clan di assumere la gestione di uno dei settori che costituiscono notoriamente fonte di reddito per i sodalizi camorristici, e, precisamente, il controllo di videopoker e slot machines. .

I destinatari del provvedimento cautelare in carcere sono:

  1. LIGATO Antonio Raffaele, classe 1984, di Pignataro Maggiore;
  2. LIGATO Felicia, classe 1981, di Pignataro Maggiore;
  3. IANUARIO Davide, classe 1985, di Pignataro Maggiore;
  4. SABINO Angelo, classe 1975, di Pignataro Maggiore;
  5. DE BIASE Michele, classe 1965, di Pignataro Maggiore;
  6. SCHETTINI Daniele, classe 1995, di Pignataro Maggiore.

 

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