Comiziano, lago al cromo esavalente: audizione in Regione e consiglio comunale straordinario

COMIZIANO (Nello Lauro) – Una giornata importante sul fonte lago. Sono previste per oggi e stasera due importanti appuntamenti istituzionali per discutere della situazione dell’inquinamento del lago di cava che ha portato la scorsa settimana a 5 arresti effettuati dai carabinieri per traffico di rifiuti, inquinamento e disastro ambientale. Nel primo pomeriggio è prevista un’audizione al Consiglio Regionale della Campania nella settima commissione dove saranno presenti l’assessore all’Ambiente, dirigenti regionali, dirigenti Asl, il sindaco  di Comiziano Paolino Napolitano e le associazioni ambientaliste del Forum e Città Nuova. In serata previsto il consiglio comunale con l’ordine del giorno chiesto dal capogruppo di opposizione Lidio Alfieri che prevede la discussione della situazione attuale.

COSA E’ SUCCESSO – Tra luglio ed agosto del 2017 l’agenzia per l’ambiente della regione Campania effettuò i prelievi nelle acque superficiali di falda della cava, un piccolo ecosistema naturale peraltro, scoprendo un superamento dei livelli di concentrazione tollerati per sostanze pericolose: floruri, alluminio, cromo esavalente e tricloroetano. A preoccupare in particolare l’altissimo valore del cromo esavalente (pare il doppio doppio consentito dalla legge ad agosto, mentre a luglio era quattro volte più alto) che è considerato uno degli inquinanti ambientali più pericolosi perché tossico, mutogeno e cancerogeno, molto solubile in acqua e dunque in grado di diffondersi in molte aree. Dalle analisi emerse anche la presenza di il tricloroetano, mortale per gli insetti e pericolosissimo per il sistema nervoso dell’uomo,  a luglio era in quantità doppie a quelle consentite dalla legge. Quattro volte più alti i valori di alluminio a luglio, ridotti della metà nel mese dopo. Una situazione che ha poi portato il sindaco Paolino Napolitano (che non ha chiuso la cava) a firmare un’ordinanza “per evitare pericoli per la salute pubblica e per l’ambiente derivanti dalla presenza delle sostanze tossiche”, ordinando alla società che gestisce la cava di “predisporre gli interventi di messa in sicurezza e la successiva bonifica della falda acquifera”.

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