Il lago di Comiziano, da paradiso nascosto a porta dell’inferno

COMIZIANO- Un piccolo ecosistema sconosciuto “spuntato” per caso nel bel mezzo del Nolano. Il lago di Comiziano al centro dell’inchiesta del Noe che ha portato a cinque arresti anche per disastro ambientale è un luogo che i più non conoscono perché nascosto tra natura e case,  ma è a due passi da Nola e dalla Bassa Irpinia. Accedervi poi è quasi impossibile. Non è unico nel suo genere, i laghi di cava sono “fenomeni” naturali normali. Questo poi è anche un piccolo scrigno ambientale perché è abitato da rapaci come poiane o gheppi, da rondini e anche uccelli legati alla presenza dell’acqua come marzaiole, folaghe, aironi e gruccioni, oltre a rane e rospi, il tutto tra canneti e altre piante acquatiche. D’estate serve anche da bacino per gli elicotteri antincendio, attività che però non potrà più essere ripetuta visto quanto emerso dall’indagine sui rifiuti che venivano sversati. Eppure su questa inaspettata gemma del Nolano negli anni si sono sprecate parole e progetti, mai realizzati. Nel 2009 fu inserito in un progetto di riqualificazione ambientale e sistemazione ambientale per la creazione di un parco per la ricerca scientifica. Altri proposero di trasformare questa”nicchia biologica” in oasi per studiare i comportamenti degli uccelli migratori. Ipotesi suggestive ma mai tramutatesi in realtà. Anzi, quello che per alcuni era un paradiso nascosto oggi è la porta di un inferno: il solito inferno di rifiuti e veleni.

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