Roccarainola, in fumo 10mila metri quadrati di pineta e 200 ulivi: allarme di sindaco e sindacati

ROCCARAINOLA (Nello Lauro – Il Mattino) –  Storia di un disastro annunciato. Il primo, devastante, incendio è arrivato e i sinistri presagi si sono avverati. Una sciagura da 10mila metri quadrati e oltre 200 piante di ulivo incenerite nel territorio comunale di Roccarainola nei pressi di un noto ristorante in località Cannelle. Sotto accusa il ritardo eccessivo con il quale sono arrivati gli addetti allo spegnimento e con pochi mezzi a disposizione. La segnalazione alla sala radio della protezione civile è arrivata ed è stata poi confermata dagli idraulici forestali che però non possono intervenire direttamente dopo la nota della Regione Campania che ha affidato l’attività di antincendio boschivo in maniera esclusiva alla Protezione  civile. Le fiamme hanno avvolto un’ampia fascia della pineta comunale a ridosso della sala per cerimonie con i proprietari e dipendenti della struttura che si sono adoperati alla meglio per tamponare le fiamme. Quasi 90 minuti dopo sono arrivati dalla provincia di Napoli due impiegati della protezione civile che hanno spento con difficoltà le lingue di fuoco che avevano già distrutto molta della fauna presente. “Abbiamo le mani legate – dicono gli idraulici forestali – e quello che è successo è solo quello che avevamo già predetto. Per arrivare fin qui ci vuole molto tempo e se ne perde molto prezioso per salvare il salvabile”. Non sono bastate le lettere di sindacati e primo cittadino di Roccarainola che facevano temere il peggio che si è puntualmente verificato. Lo stesso sindaco Raffaele De Simone ha inviato una dura nota ai vertici regionali (al dirigente Uod Francesco Massaro e alla comunità montana Partenio-Vallo di Lauro) e al governatore Vincenzo De Luca: “Con  rammarico devo constatare l’assenza degli idraulici forestali per l’incendio avvenuto. Gli operatori – si legge – seppure chiamati sono rimasti impassibili alla presenza di un incendio vista la vostra mancata autorizzazione. Dopo più di un’ora è giunto personale della protezione civile regionale (solo due unità) addirittura senza nessun mezzo a supporto per poter procedere allo spegnimento”. “Il mancato intervento degli operai, unito all’enorme distanza dalla sede di chi oggi ha l’esclusività degli interventi, ha e continuerà a determinare un danno per la flora e il patrimonio di questo ente che conta oltre mille ettari e centomila piante”. “E’ assurdo – continua De Simone – che gli idraulici forestali non siano autorizzati allo spegnimento dei fuochi in aree boschive comunali che sono comunque patrimonio della Regione. Chiedo un riesame del provvedimento”. Una situazione che ha allertato anche i sindacati dopo la presentazione del piano regionale antincendio boschivo 2018: “Siamo rammaricati – dicono i rappresentanti di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Campania – perché ancora una volta gli operai idraulici forestali non sono stati citati tra quelli coinvolti nelle operazioni di spegnimento del fuoco nei nostri territori montani.  Da sempre i circa 4.000 lavoratori forestali della Regione Campania, unitamente ai Vigili del fuoco, alla Protezione Civile ed ad altri, hanno svolto con professionalità e competenza l’attività di spegnimento dei boschi oltre alla prevenzione e salvaguardia dei territori montani. Negli ultimi anni questi lavoratori, anche senza percepire il pagamento delle mensilità, hanno proseguito la loro opera di lotta agli incendi boschivi. Per un buon piano antincendio si impegnino per prima i lavoratori che conoscono il territorio”.

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