La tragica fine di Aniello a Nola, il cordoglio dei sindacati: mai più morti sul lavoro

NOLA- Morire di lavoro. A Nola ed in provincia di Napoli si piange l’ennesima vittima di una morte bianca. Stavolta il dolore è per la fine, prematura e drammatica, del 32enne Aniello Bruno si San Felice a Cancello, stritolato da un macchinario durante il suo turno di lavoro al pastificio Guido Ferrara di Polvica. Agghiaccianti i dettagli: Aniello è morto sul colpo, stritolato dal macchinario per imballaggi che lo ha completamente risucchiato. I colleghi hanno cercato in tutti i modi di aiutarlo ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Qualcuno ha cercato di tirarlo arrampicandosi sulle parti superiori della struttura. Immediata la chiamata ai sanitari del 118 della postazione di Nola che hanno potuto accertare solo il decesso. Il corpo dell’uomo è stato posto sotto sequestro dal magistrato di turno che ha ordinato l’esame autoptico presso il reparto di medicina Legale del II Policlinico di Napoli mentre le indagini sono state affidate agli agenti del commissariato di Nola, che hanno già posto sotto sequestro il macchinario ed hanno ascoltato i testimoni della tragedia.
Nella giornata di oggi saranno sequestrati anche alcuni filmati delle telecamere interne alla struttura. Francesco Fattoruso, segretario generale Fai Cisl Napoli conosce bene l’ambiente del pastificio Ferrara: “Sono ancora frastornato al pensiero – dice – che un giovane esca per andare a lavorare e non torni più. I colleghi sono impietriti. Non si può morire in questo modo. Eppure il pastificio Ferrara, che conosco bene, è un’azienda moderna, super tecnologica con produzione di qualità ed oggi è bastato poco perché una giornata di lavoro si trasformasse in una giornata di lutto». A San Felice a Cancello associazioni del territorio e comitato di quartiere hanno chiesto il lutto cittadino nel giorno dei funerali. Oggi il pastificio resterà chiuso”.


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