Marchionne, il duro addio dei Cobas di Pomigliano: non lo piangeremo

POMIGLIANO D’ARCO- “Non verseremo nemmeno una lacrima, perché loro non piangono i nostri morti”. E’ il titolo del volantino diffuso dal sindacato Cobas-Operai autorganizzati Fiat. Il riferimento è alla durissima e lunga contrapposzione tra gli operai della Fca di Pomigliano e del polo di Nola e il Ceo Sergio Marchionne che versa in condizioni disperate ed in coma irreversibile in una clinica di Zurigo. Un battaglia dai toni forti quella che in questi anni ha diviso i vertici dell’azienda torinese e gli operai pomiglianesi, culminata con l’episodio più eclatante: dopo il suicidio di due operai, cinque colleghi inscenarono il “suicidio” di Marchionne impiccando un manichino col suo volto. Furono licenziati: licenziamento divenuto definitivo con la sentenza della Cassazione, il mese scorso.  Nel volantino diffuso ieri si fa riferimento proprio a questa vicenda: “Marchionne non ci era amico. Ci ha fatto licenziare perché abbiamo protestato per la morte dei nostri compagni. E non lo compiangeremo”.  Vonas sottolinea “non siamo nemici personali” ma ricorda che l’ormai ex Ceo di Fca è stato colui che ha diretto “l’ingranaggio che ha costretto noi, migliaia di nostri compagni, a lavorarein condizioni pesanti, con ritmi insostenibili, con poche pause, pochi soldi e sempre nell’incertezza per il futuro mentre lui guadagnava milioni di euro”. Marchionne, scrivono i lavoratori del comitato, era solo parte di quell’ingranaggio e “quelli della sua classe” non hanno “aspettato nemmeno che morisse” per sostituirlo: “Il capitalismo è veramente bestiale. Noi rimaniamo umani, al contrario di loro”. “Non gioiamo della morte di un uomo, anche se era nemico degli operai, ma non lo piangiamo”.

Print Friendly, PDF & Email



Utenti online

This site is protected by wp-copyrightpro.com