Rogo Caivano: Arpac non rileva valori critici, 7 sindaci emanano ordinanze

CAIVANO- Un altro devastante incendio di rifiuti dopo quello ad Ambiente Spa di San Vitaliano lo scorso primo luglio. Tonnellate di plastica a fuoco nella zona Asi di Caivano, in località Pascarola, nell’azienda Di Gennaro: ieri per molte ore i vigili del fuoco hanno combattuto contro le fiamme sprigionatesi nel primo pomeriggio ed ancora oggi sono al lavoro per circoscrivere eventuali focolai e mettere in sicurezza lo stabilimento. A ventiquattrore dall’ennesimo rogo, si verificano anche i possibili danni per ambiente e salute. Sul posto un primo sopralluogo è stato effettuato da Asl Napoli 2 Nord, Arpac, vigili del fuoco, carabinieri, polizia locale e polizia. Si è verificato che a prendere fuoco è stata soprattutto plastica (la ditta si occupa di raccolta rifiuti) e che la fitta coltre di fumo nero si è estesa per almeno 7 comuni (Caivano, Acerra. Orta di Atella, Cardito, Crispano, Afragola, Frattamaggiore). L’Asl Napoli 2 Nord ha quindi diramato ai sindaci di queste comunità una richiesta di ordinanza in cui si imponga di lavare sempre e bene i prodotti agricoli coltivate nelle aree interessate o acquistate nei mercati della zona; agli ospedali di chiudere la climatizzazione esterna delle sale operatorie; ai cittadini di uscire il meno possibile e tenere le imposte chiuse. Una stazione per il rilevamento delle diossine è già in funzione mentre l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpac) nel suo primo bollettino dopo l’incendio ha rilevato che “la nuvola di dispersione dell’incendio si è sviluppata verso l’alto e da nord verso sud. Nel pomeriggio a quota più bassa, da Ovest verso Est. La centralina di monitoraggio più vicina a presso lo Stir di Caivano non è stata interessata dai fumi dell’incendio e pertanto sinora non ha registrato picchi elevati di concentrazioni. Nei comuni circostanti (Acerra, Casoria e Marcianise) sono presenti ulteriori stazioni di monitoraggio della Rete Fissa qualità dell’aria Arpac che non hanno evidenziato valori critici dei parametri monitorati”. Anche l’Arpac ha predisposto una centralina mobile.

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