Rogo deposito Conai, lo pneumologo: fumo velenoso, restare in casa

SAN VITALIANO- Una nube nera e densa, odore acre.  I cittadini di San Vitaliano e dei Comuni immediatamente ai confini devono preoccuparsi? Come devono comportarsi? L’Arpac ed i Comuni invitano a non consumare verdura appena colta in fondi entrio un raggio di tre chilometri, o comunque a sciacquarla e disinfettarla abbondantemente. Lo pneumologo Giuseppe Fiorentino, direttore di Malattie respiratorie, fisiopatologia e riabilitazione del Monaldi, dalle colonne de “Il Mattino” spiega i rischi legati ad un rogo delle proporzioni e delle origini di quello scoppiato nella ditta Ambiente spa: “L’incendio di materiali di scarto all’aria aperta in generale non è lo stesso processo che avviene in un inceneritore- spiega-  In questi casi il materiale brucia a temperatura relativamente basse in assenza di un sistema di filtraggio ovvero di abbattimento delle polveri sottili e di areazione forzata per ripulire l’aria immessa in atmosfera”. Visto che nel deposito Conai bruciavano legno, carta e cartone, Fiorentino dichiara : “Di certo bisogna evitare di esporsi alle polveri sottili, aspettare, per uscire di casa, che l’incendio sia domato e la polvere diluita nell’atmosfera grazie al vento. Poi respirare col naso e usare spray appositi per tenere pulite le vie aeree superiori e preferire l’aria condizionata a bassa ventilazione che ha dei filtri per il particolato. Lo stesso vale se si viaggia in auto”. Precauzioni importanti per evitare conseguenze come “infiammazione e vasocostrizione delle vie aree superiori” e quindi difficoltà a respirare. “Insieme a diossine, zolfo, ossido di carbonio e altre sostanze nocive sono responsabili degli effetti acuti del fumo. Se ci sono anche le plastiche si liberano poi sostanze molto dannose per i polmoni”. Queste sostanze sono “ammoniaca e altri gas pericolosi. Il legno trattato, i coloranti della carta, i materiali sintetici o composti, le plastiche, contengono metalli pesanti (cadmio, piombo, cromo, eccetera) e alogeni (cloro, fluoro). Una combustione non appropriata fa sì che le sostanze si liberino nell’aria producendo altri derivati tossici quali diossine, furani, ossidi di azoto, acido cloridrico, idrocarburi, monossido di carbonio. I gas e gli acidi particolarmente aggressivi che si formano dalla combustione dei rifiuti sono fortemente irritanti per le vie respiratorie. In particolare sono a rischio bambini, anziani, asmatici, pazienti cronici. Conseguenze a più lungo termine non sono valutabili con certezza e immaginabili solo per esposizioni ripetute. Servono però studi e valutazioni epidemiologiche. Il danno del particolato sulla genesi dei tumori non è un evento acuto, ma possibile per esposizioni croniche”.

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