Nola: la storia di Pomponio, lo studente bruciato vivo per eresia

NOLA- In pochi sanno che ieri, 19 agosto, ricorreva un anniversario particolare per Nola. In quella data del 1556 infatti fu ucciso attraverso l’immersione in una caldaia di olio bollente lo studente nolano 25enne Pomponio de Algerio. Studente di filosofia nato a Nola dove studiò presso il collegio Spinelli. Rimasto orfano giovanissimo del padre Nicola Ambrogio, fu cresciuto dallo zio paterno Giovanni Giacomo. Doveva essere di famiglia benestante se, compiuti i primi studi a Nola, nel Collegio Spinelli, poté trasferirsi a Padova per studiare, in quella prestigiosa Università, teologia, filosofia, medicina e diritto con il professor Matteo Gribaldi il quale, sospettato di essere protestante, nel 1552 si rifugiò a Ginevra. De Algerio fu arrestato il 29 maggio 1555: alle prime domande di rito dell’inquisitore fra Girolamo Girello, affermò di chiamarsi «Pomponio de Algerio de NoIa» e di non conoscere il motivo del suo arresto, non riconoscendosi in alcun errore. Fu bruciato vivo in una caldaia di olio, pece e trementina a Roma il 19 agosto del 1556. La sua storia si ripeterà attraverso la sorte di Giordano Bruno, nolano molto più noto bruciato vivo a Campo dei fiori a Roma per eresia nel 1600.

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