Maxi concorso Eav, sindacato Orsa attacca: bando poco chiaro

NAPOLI – Un concorso con alcuni punti poco chiari. Il sindacato Orsa interviene con una nota sul maxi concorso (350 posti disponibili) bandito dall’Eav che presenta, si legge, “una serie di caratteristiche che  penalizzano e discriminano una larga fascia di persone”. “Il requisito minimo dei voti di laurea e di diploma – fa notare il documento – è uno di questi elementi discriminanti, anche e soprattutto perché lo stesso non è necessario per chi ha determinate abilitazioni (ANSF) o patenti (D con CQC), sancendo una disparità per l’accesso ad una selezione che sicuramente porterà a moltissimi ricorsi legali, in linea con la molta giurisprudenza al riguardo e contro le aspettative dei giovani. Nulla impedisce all’Azienda di stabilire una “premialità” da attribuire ai  punteggi di valutazione in funzione delle votazioni ottenute; altra cosa è impedire in toto l’accesso alla selezione”. Ma non solo “il contributo economico di 20 euro ci stupisce, poiché non lo riteniamo necessario per un’azienda che, sia pur srl, è comunque di proprietà della Regione Campania e quindi di proprietà pubblica. Detta cifra da versare interamente alla Quanta ci pare, invece, un ulteriore e ben cospicuo compenso alla società privata che gestirà il concorso”. “La quota – continua il comunicato – parte da utilizzare come “beneficenza” è descritta poi in maniera nebulosa e non rende certamente merito ai propositi dell’Eav di essere una “Casa di Vetro” in cui tutto è trasparente. Resta la perplessità di voler “obbligare” i partecipanti ad effettuare un atto di beneficienza miscelandolo con le procedure concorsuali”. Per questi motivi il Sindacato Orsa chiede al presidente dell’Eav, ed in seconda battuta alla proprietà Regionale, “di modificare i requisiti del concorso, abolendo lo sbarramento del voto minimo e cancellando il contributo economico di 20 euro”.

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