Tufino, immigrato del centro accoglienza dà in escandescenze: ricoverato

TUFINO (Nello Lauro- Il Mattino)-Una mezzanotte movimentata. È quella vissuta tra giovedì e venerdì, al centro di prima accoglienza per richiedenti asilo politico nella piccola frazione di Schiava, località tra i piccoli comuni nolani di Casamarciano e Tufino al confine con la Bassa Irpinia. L.D., un 20enne del Gambia, ospite della struttura gestita dalla cooperativa sociale «Il Mondo che vorrei» per motivi ancora da ricostruire ha dato in escandescenze. Una furia incomprensibile per un ragazzo da più persone ritenuto tranquillo e che in passato non aveva fatto pensare a reazioni simili. Una furia senza controllo quella del ragazzo africano, che ha sfasciato un paio di sedie e qualche suppellettile di quella che era una volta una casa per anziani.
LA STATALE Ma non è finita: in un crescendo il giovanissimo si è precipitato sulla trafficata strada nazionale delle Puglie. Qui ha cercato, rischiando grosso, di fermare le autovetture in transito a tutta velocità. Terrore e preoccupazione per i presenti e residenti e sopratutto per gli automobilisti che lo hanno evitato. Il gambiano non ne voleva sapere di fermarsi nemmeno con la forza degli altri ospiti della struttura e degli operatori che hanno avvisato i carabinieri della stazione di Schiava, agli ordini del comandante Giuseppe Tranchese.
IN OSPEDALE Dopo vari tentativi e a causa della stanchezza il giovane si è placato. Poco dopo è stato trasportato all’ospedale di Nola dove è stato sedato e dove ha trascorso, tranquillo, la notte. Il 20enne, che ha anche rifiutato di sottoporsi alle analisi tossicologiche, ieri mattina è stato dimesso dai medici del nosocomio nolano ed è tornato nella struttura. Ci resterà per poco, però, visto che i responsabili del «Mondo che vorrei», che hanno gestito in questi mesi fino a 48 migranti, hanno già cominciato l’iter burocratico con la Prefettura per trasferirlo in un altro centro. La frazione di Casamarciano e Tufino, circa 250 abitanti, è stata presa ad esempio di integrazione: i residenti hanno adottato i giovani e i bambini provenienti da Costa d’Avorio, Senegal, Nigeria, Guinea e Mali organizzando feste, insegnando con l’aiuto del parroco qualche parola di italiano e avviandoli in qualche caso al lavoro.

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