Amianto nelle cave dismesse di Sperone, scattano controlli Arpac

SPERONE (Bianca Bianco-Il Mattino) Arriva l’Arpac a Sperone. Centraline mobili monitoreranno le aree a ridosso dei siti di estrazione dismessi. Dopo l’incontro in prefettura dello scorso 29 agosto, il sindaco della cittadina del Baianese Marco Alaia si è attivato per iniziare a dare risposte concrete ai cittadini che chiedono notizie certe su quanto emerso nei mesi scorsi. Stando alle dichiarazioni di alcuni ex lavoratori di Isochimica rese nel corso del processo contro i vertici della società “ecomostro”, parte dell’amianto che veniva grattato via dai vagoni dei treni negli anni Ottanta sarebbe stato sversato anche in una o più ex cave di Sperone, oltre che in una località del Salernitano e presso il fiume Fenestrelle ad Avellino. Testimonianze choc risalenti al 2013 e che nel corso degli ultimi cinque anni, che hanno portato all’apertura di un fascicolo di indagine da parte della Procura della Repubblica di Avellino ma che non hanno ancora avuto riscontro. L’ultimo appello per la verità è arrivato a luglio da parte di alcune associazioni di medici ed ambientalisti del territorio nel corso di un convegno sul tema che ha riacceso le preoccupazioni dell’opinione pubblica. Al loro appello ha risposto il prefetto di Avellino Maria Tirone che lo scorso 29 agosto ha convocato Asl, Arpac, sindaci del Baianese e rappresentanti delle forze dell’ordine. Un summit che inizia a dare i suoi frutti. Alaia nelle scorse settimane ha avuto una serie di incontri presso il dipartimento irpino dell’agenzia regionale per l’ambiente al fine di concordare la migliore strategia possibile per fornire prime verità su un tema tanto scottante: “I cittadini chiedono di sapere se quanto emerso dal processo Isochimica sia fondato o meno, per questo ho chiesto all’Arpac di effettuare un monitoraggio per verificare la presenza di amianto nell’aria nei pressi di ex cave”. Ieri mattina una centralina mobile dell’Arpac di Avellino ha iniziato il monitoraggio in due punti prospicienti ex siti di estrazione. I tecnici ambientali hanno lavorato l’intera mattinata, supportati dagli agenti della polizia municipale, per ottenere i primi dati e nei prossimi giorni verranno effettuate nuove rivelazioni. Al termine dell’attività, gli elementi raccolti verranno elaborati e saranno trasmessi al Comune di Sperone. A questo punto sarà possibile verificare se ci sono tracce di amianto nell’aria, riconducibili magari alla presenza del pericoloso materiale sotterrato negli anni Ottanta, ed anche verificare il livello di polveri sottili nella zona. Non è escluso che le centraline dell’Arpac effettueranno monitoraggi anche in altre zone critiche. “Ho accolto l’invito del prefetto a fare il possibile, da sindaco e con gli strumenti in mio possesso, per chiarire ogni aspetto. Attendiamo le analisi per potere fare un bilancio”. Alaia nei mesi scorsi aveva anche risposto all’invito del consigliere regionale Rosa Beneduce, relativo sempre alla problematica sulla presenza di amianto, chiedendo che Asl ed Arpac si muovessero in sinergia con il suo ente dandogli ogni strumento utile. Sinergia iniziata ieri mattina con il primo necessario step della collaborazione con l’agenzia per l’ambiente. Nelle prossime settimane, su richiesta della minoranza consiliare, sul tema dell’amianto nelle ex cave dovrebbe svolgersi anche un consiglio comunale monotematico basato, se i tempi saranno maturi, sugli esiti dei controlli dell’Arpac di Avellino.

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