Indagini sull’amianto nell’ex cava di Sperone, notizie positive da Arpac

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SPERONE (Bianca Bianco)- Non c’è amianto nell’aria intorno all’ex cava Confessore. Le analisi dell’Arpac chieste dal Comune di Sperone danno una prima risposta sul caso che da mesi tiene banco nel Baianese. Dopo le rivelazioni choc di ex operai di Isochimica che raccontarono di scarichi illegali di fibre d’amianto grattate da vagoni e poi portate in una cava dismessa di Sperone, il tam tam di ambientalisti e medici ha spinto l’amministrazione comunale a chiedere l’intervento dell’agenzia regionale per l’ambiente. La richiesta di chiarimenti e approfondimenti arrivò lo scorso agosto anche dal prefetto di Avellino Maria Tirone che chiese un summit sulla vicenda con sindaci del Mandamento, forze dell’ordine e Asl. Dopo quell’incontro il sindaco di Sperone Marco Alaia ha chiesto all’Arpac di monitorare l’aria intorno alla cava che, secondo i racconti degli ex lavoratori dell’ecomostro Isochimica, avrebbe custodito amianto nelle sue viscere. Il controllo c’è stato il 19 ottobre scorso e nei giorni seguenti e ieri sono stati resi noti gli esiti rassicuranti. Stando alla nota indirizzata dall’Agenzia al Comune, nell’area circostante l’ex cava Confessore, in via Fontana di Sperone, località Carcara, non c’è una presenza rilevante di “fibre aerodisperse”. Considerato che il valore limite, secondo la legge, in quel tipo di zona è di 20 fibre/ litro, a Sperone si è bene al di sotto della soglia di rischio con 0,79 fibre/ litro. Un dato che Alaia ha voluto comunicare in Consiglio comunale ai cittadini ed alle opposizioni che avevano chiesto chiarimenti. “Abbiamo dimostrato che ogni allarmismo era malriposto-commenta il primo cittadino che ha poi chiesto all’Arpac altri controlli. Già da ieri una nuova centralina è stata posizionata nei pressi del Municipio per monitorare l’aria entro il raggio di un chilometro. “I dati che abbiamo letto sono ottimi, ma non ci fermiamo. Il prefetto ci chiese di fare il possibile per chiarire la situazione- continua Alaia- ed è nostra intenzione dare dati certi ai cittadini che lessero con allarme le notizie degli sversamenti”. Le dichiarazioni degli ex operai Isochimica furono rese nel corso del processo in corso e riguardarono presunti sversamenti avvenuti non solo a Sperone ma anche ad Avellino e Fisciano. Dopo le loro testimonianze la minoranza consiliare speronese ed i medici di Isde chiesero un intervento chiarificatore. Le analisi Arpac rese note ieri sono un primo passo verso la chiarezza.


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