Nola, contrabbando di carburante fuorilegge: 3 arresti della GdF

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NOLA- Tre arresti della guardia di finanza di Napoli su ordinanza emessa dal gip del tribunale di Nola nei confronti di M.M., M.G. e T.S. con l’accusa di importazione di gasolio e olio lubrificante di contrabbando di provenienza estera. Le indagini sono scaturite da un ingente sequestro effettuato il  10 novembre 2017 presso il Terminal Intermodale di Nola S.p.A. (TIN) di circa 300.000 litri di prodotti energetici artatamente miscelati all’estero per renderli classificabili come olio lubrificante -mentre in realtà si trattava di gasolio – pervenuto via treno a bordo di appositi tank container corredati di documentazione di trasporto falsa. Le attività d’indagine hanno portato alla luce il meccanismo fraudolento posto in essere dai tre soggetti al fine di non versare alcuna imposta. E’ stato accertato, in particolare, che nel corso dell’anno 2017 sono giunti in Italia tramite il TIN di Nola provenienti da un deposito di stoccaggio belga circa otto milioni di prodotto energetico assimilabile al gasolio, prodotto fittiziamente destinato ad una società austriaca. Rappresentando, infatti, il nostro Paese un mero luogo di transito non sarebbe stata versata alcuna imposta. Inoltre, l’astuzia dei tre indagati è consistita nel trasformare il gasolio per l’autotrazione in olio lubrificante, miscelandolo con piccole parti di olio vegetale, alterando così alcune caratteristiche chimiche del prodotto originario. In tal modo, qualsiasi esame di laboratorio avrebbe fatto rientrare il prodotto nella categoria degli olii lubrificanti, i quali circolano con una mera lettera di vettura intemazionale (CMR) e non con il previsto documento amministrativo elettronico di accompagnamento (e-AD).Tale modalità è apparsa come nuova rispetto a quelle già accertate in altre simili operazioni. Il documento elettronico e-AD consente un tracciamento informatico dei prodotti energetici assoggettati all’accisa in sospensione d’imposta (tra cui il gasolio) atteso che, molteplici informazioni inerenti il carico trasportato (tra cui mittente e destinatario, tipologia e quantità di prodotto trasportato), sono riscontrabili dagli organi di controllo (tra i quali la Guardia di Finanza) direttamente e in tempo reale dal terminale informatico. Diversamente, un prodotto energetico oggetto di vendita tra due Stati ove l’accisa non è dovuta (in entrambi Paesi) viaggia scortato da una semplice lettera di vettura intemazionale (CMR). Quest’ultima non consente alcuna tracciabilità informatica della merce trasportata. Un esempio classico riguarda gli olii lubrificanti sottoposti, in Italia, ad imposta erariale di consumo. Le attività tecniche di intercettazione disposte dalla Procura della Repubblica di Nola hanno permesso di accertare che, a seguito dell’ingente sequestro del  10 novembre 2017, gli indagati hanno cambiato il proprio modus operandi, trasportando il prodotto energetico di contrabbando non più via treno, ma su strada mediante l’utilizzo di camion telonati al cui intemo erano abilmente occultate taniche da 1.000 litri di gasolio o fusti di olio lubrificante per autovetture. Ciò è stato confermato da due importanti sequestri effettuati dai militari della GdF territorialmente competenti, su attivazione delle Fiamme Gialle partenopee, eseguiti sia al confine con il Brennero (oltre 55.000 litri di gasolio), sia in Castel Volturno (Ce), entrambi con provenienza Germania. In particolare, in territorio casertano, oltre al rinvenimento di circa 90.000 litri di olio lubrificante per auto, è stata scoperta e sequestrata una fabbrica abusiva di imbottigliamento del predetto olio che sarebbe finito nei motori di innumerevoli auto. All’esito della complessa attività di indagine, oltre all’arresto di M.M., M.G. e T.S., sono state sequestrate 5 aree di stoccaggio abusivo del prodotto energetico – destinato a società di trasporto – sia i relativi 10 automezzi utilizzati per commettere i reati di contrabbando, nonché circa mezzo milione di litri tra carburante ed olio lubrificante “totalmente sconosciuto al fisco”, portando alla luce un’evasione d’imposta pari a 6.000.000 di euro. Circa 300.000 litri di carburante sono stati assegnati al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, i quali potranno utilizzarlo per le attività di soccorso e pubblica utilità.


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