San Paolo Bel Sito, consigliere Cava a rischio decadenza

SAN PAOLO BEL SITO- Benedetto Cava rischia di decadere dal ruolo di consigliere comunale. Il rappresentante del Pd del Bel Sito, eletto alle ultime elezioni tra le file della minoranza, ha ricevuto la comunicazione dell’avvio del procedimento previsto dallo statuto comunale che stabilisce che se il consigliere manca a tre assemblee consecutive senza giustificare l’assenza, può decadere dal proprio ruolo. In particolare, Cava avrebbe disertato quelle del 9 luglio, 30 luglio e 24 settembre. Nella comunicazione di avvio del procedimento il presidente del consiglio comunale Salvatore Piscitelli richiama l’articolo 43 del Testo unico sugli enti locali che stabilisce i casi di decadenza per mancata partecipazione alle sedute e le modalità procedurali (che prevedono la possibilità per il consigliere di giustificare ex post le assenze) e l’articolo 14 dello statuto comunale che prevede la decadenza dopo 3 assenze consecutive e cinque nell’intero anno solare. “Essendosi verificati i presupposti previsti dallo statuto comunale- scrive il presidente del Consiglio a Cava- le comunico l’avvio del procedimento di decadenza. Le eventuali giustificazioni saranno sottoposte al consiglio comunale che delibererà a conclusione del procedimento”.   Il rappresentante della minoranza consiliare però non ci sta. “Ho spiegato perché ero assente. In due casi per improrogabili impegni di lavoro, il 30 luglio perché all’estero, come dimostra un biglietto aereo che ho già esibito. Era mia facoltà non chiedere permessi retribuiti al mio datore di lavoro, inoltre ho sempre chiesto che i consigli si svolgessero in un orario per me agevole, ottenendo sempre risposta negativa”. “Credo fortemente che l’attività di consigliere comunale non si esaurisce solo nel consiglio comunale- continua Cava-  ma rispettando il ruolo che ricopro e soprattutto rispettando l’intero consiglio comunale ho dato, anche se successivamente, delle giustifiche alle mie assenze. Sono preoccupato che questa maggioranza voglia trovare il modo per farmi fuori politicamente perché ormai sono diventato scomodo. La cosa sconcertante però in tutta questa vicenda, che a mio avviso dimostra la sconsideratezza e l’approssimazione di questa maggioranza di governo, sia il non avermi notificato l’avviso del consiglio comunale. Consiglio organizzato appositamente per la mia espulsione. Morale della favola il consiglio non si è potuto svolgere per questa grave irregolarità”.

 


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