Agrimonda, Saiello (M5S): “Esalazioni e veleni nell’aria anche dopo la rimozione dei rifiuti combusti”

MARIGLIANELLA – “Non è bastata la rimozione dei rifiuti combusti dal perimetro che ospitava l’ex fabbrica di fitofarmaci Agrimonda. L’area che per 24 anni, nell’indifferenza di una politica vergognosamente assente, ha ospitato una vera e propria bomba ecologica, continua a essere fonte di esalazioni nauseabonde che rendono praticamente impossibile la vita dei residenti di Marigliano e Mariglianella, i due comuni con i quali confina lo stabilimento distrutto dalle fiamme. Grazie alle nostre iniziative istituzionali abbiamo ottenuto, dopo mezzo secolo di immobilismo, che partisse e fosse ultimata in poco più di un anno l’opera di rimozione dei rifiuti combusti. Ma è necessario accelerare con le caratterizzazioni del terreno sul quale sorgeva la fabbrica, che potrebbe contenere sostanze pericolose dalle quali potrebbe sprigionarsi l’olezzo che ancora oggi satura l’ambiente circostante. Se così fosse, si renderebbe ancora più necessario non perdere altro tempo, così da procedere al più presto a un’opera di bonifica ed evitare che gli effetti delle esalazioni possano continuare a pregiudicare la salute dei cittadini che vivono a ridosso dell’area”. Così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello, che sulla questione ha interrogato la giunta nel corso del question time.

“Abbiamo preso atto, secondo quando riferitoci in aula dall’assessore Bonavitacola, che dopo un quarto di secolo e al culmine di una lunga serie di battaglie e atti istituzionali che, come Movimento 5 Stelle, stiamo portando avanti dal primo giorno in cui abbiamo messo piede in Consiglio regionale, la Regione si è finalmente attivata. Abbiamo inoltre appreso dell’esistenza di un piano di indagini ambientali, i cui tempi sono ancora troppo dilatati. Continueremo a essere una spina nel fianco del governo regionale affinché vengano ultimate al più presto le caratterizzazioni. C’è una verità ancora da svelare nascosta nel sottosuolo di quella bomba ecologica chiamata Agrimonda. E dopo 24 anni è arrivato il momento di restituire ai cittadini di quell’area il diritto alla vita e alla salute”.

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