Emergenza rifiuti, caos allo Stir di Tufino: 59 comuni attaccano Napoli

TUFINO (Nello Lauro – Il Mattino) – Una situazione che ha superato ampiamente i limiti. Quelli ambientali e quelli della pazienza. Oggetto del contendere lo Stir di Tufino. Lo stabilimento di tritovagliatura e imballaggio rifiuti del Nolano è tornato ad essere argomento di accesa discussione per il carico eccessivo di rifiuti a cui è sottoposto da qualche tempo, con ingombrante e maleodorante presenza degli autocompattatori che restano in fila indiana per ore, e per la possibilità che venga costruito al suo interno, nel giro di un anno, un impianto di compostaggio anaerobico da 13mila tonnellate all’anno. È maturata così la dura presa di posizione dei sindaci dei 59 comuni che fanno capo all’Ente d’ambito Napoli 3 che, con un documento congiunto inviato al presidente regionale della Campania, all’assessore regionale all’Ambiente, al prefetto di Napoli, al sindaco della Città Metropolitana di Napoli e all’amministratore unico della Sapna, denunciano la situazione dello Stir. Il testo è stato concordato nell’ambito della riunione convocata a Casamarciano alla quale erano presenti diversi sindaci, gli ambientalisti del territorio e molti cittadini sul piede di guerra.

LA FOTOGRAFIA«Colonne di camion in sosta per ore, anche fuori orario di servizio, con un aggravamento di spese e straordinari ai dipendenti; miasmi a tutte le ore, determinati da cumuli di rifiuti extra non prodotti – si sottolinea – dai 59 comuni che, al contrario, di fatto, con dati alla mano, hanno raggiunto o addirittura superato la soglia del 50% della raccolta differenziata», è la «fotografia» descritta nel documento firmato dai primi cittadini. Sul banco degli imputati c’è Napoli. «La situazione di crisi in cui si trova l’impianto è dovuta al comportamento dell’amministrazione comunale di Napoli, abituale utilizzatrice di tutti e tre gli Stir della provincia di Napoli che, nell’ultimo periodo, ha aumentato la quota dei rifiuti che viene smaltita in questi impianti, da circa 850 a circa 1200 tonnellate al giorno». E tanto «in conseguenza sia dell’attività di raccolta differenziata, con riferimento alla frazione umida, che dell’avvenuta chiusura dello stabilimento Icm che consentiva all’Asia Napoli di stoccare provvisoriamente gli indifferenziati non conferiti nell’impianto».

IL RISARCIMENTO –Sotto accusa è finita anche la gestione del management della Sapna, la società che gestisce gli Stir, che non avrebbe tempestivamente individuato siti di destinazione mandando così in tilt l’impianto di Tufino. «La Sapna – evidenzia la missiva – senza tenere conto della programmazione già effettuata da ciascun Ente e dell’avvenuta approvazione della tariffa annuale, ha richiesto nel corso dell’esercizio, e senza fornire alcuna adeguata giustificazione, aumenti esorbitanti e immotivati del corrispettivo per lo smaltimento. Un pregiudizio patrimoniale che sarà oggetto di richieste risarcitorie al tribunale», protestano i sindaci. Nel corso degli «stati generali» dell’altra sera si è anche discusso della questione dell’impianto di compostaggio, su cui i sindaci si erano già espressi negativamente: a sorpresa, si è registrata invece l’apertura verso un impianto dello stesso tipo, ma tre volte più grande (per circa 55mila tonnellate all’anno) che dovrebbe essere realizzato e gestito da privati a Palma Campania. Immediate le polemiche, di segno oppoosto. «Non riusciamo a capire – dice Gennaro Esposito, dell’associazione Isde-Medici per l’ambiente – come mai i sindaci dell’agro nolano sono contrari a localizzare un impianto di 15 mila tonnellate nello Stir di Tufino e poi sostengono l’iniziativa del sindaco di Palma Campania. Sarebbe meglio pensare a due impianti aerobici da 15 mila tonnellate ciascuno che servano solo ed esclusivamente i comuni dell’area nolano-vesuviana».

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