Stir di Tufino

Emergenza rifiuti e caos nello Stir a Tufino: “Napoli sverserà solo a Caivano”

L’accordo dopo la tempesta. Ognuno dei Comuni della Città Metropolitana di Napoli conferirà i propri rifiuti in un solo Stir, Napoli potrà quindi sversare unicamente nello Stir di Caivano. È questo il risultato della riunione che si è svolta nei giorni scorsi nella sede della Regione Campania dopo la protesta di più di 60 sindaci del Nolano prima e del Vesuviano poi per le difficoltà derivanti dall’eccessivo quantitativo di rifiuti che dal capoluogo raggiungono in particolare lo Stir di Tufino, determinandone la paralisi. “La Regione – ha spiegato il vicepresidente della Regione con delega all’ambiente Fulvio Bonavitacola – promuoverà un accordo tra gli enti d’ambito Napoli 1, 2 e 3 e la Città Metropolitana per razionalizzare i flussi dei rifiuti verso gli Stir. Attualmente c’è una promiscuità negativa nelle destinazioni assegnate ai diversi Comuni. Il nuovo sistema sarà fondato sul principio di specializzazione territoriale, ogni Stir (Tufino, Giugliano e Caivano) riceverà i rifiuti dei comuni ricadenti nel territorio dell’Ato di appartenenza. Sarà istituita una regia regionale, un tavolo tecnico per il monitoraggio del sistema e la gestione delle particolari criticità”.

IL NUOVO SISTEMA – Il nuovo sistema dovrebbe partire a fine gennaio: “In concreto prevederà che il Comune di Napoli utilizzi esclusivamente lo Stir di Caivano insieme ai comuni di Acerra e di Caivano. Per l’attuazione del nuovo modello sarà sottoscritto un protocollo d’intesa che firmeranno la Regione Campania, la Città Metropolitana, il Comune di Napoli e i tre enti d’ambito. Tra i vantaggi del nuovo sistema va sottolineata la possibilità di una calendarizzazione oraria dei trasporti provenienti dai diversi Comuni, evitando sovrapposizioni ed inutili code come accade attualmente”.

LA STANGATA – Tutti i Comuni della Campania che hanno sversato rifiuti in discariche di altre province durante gli anni della crisi dovranno partecipare alle spese di gestione di quelle discariche. Lo si è deciso nel corso della riunione in Regione, discutendo pure della perequazione dei costi di gestione delle discariche non più operative. Al tavolo, oltre al vicepresidente della Regione Fulvio Bonavitacola, l’assessore all’ambiente del Comune di Napoli Raffaele Del Giudice e rappresentanti delle società provinciali dei rifiuti e degli Ato. “Era necessaria – ha spiegato Bonavitacola – una disciplina attuativa della legge regionale per equilibrare i costi di gestione delle discariche non più operative. Va infatti ricordato che durante il periodo emergenziale sono stati utilizzati in ambito regionale siti di smaltimento che hanno ricevuto rifiuti provenienti dall’intera regione come il sito di Maruzzella a Caserta e quello di Parapoti a Serre di Salerno. La conseguenza iniqua è stata che i costi di gestione sono stati tariffati ai Comuni ricadenti in quelle province, a prescindere dall’effettiva provenienza dei rifiuti. Con l’accordo odierno si è stabilito un meccanismo di riequilibrio nella ripartizione di tali costi”. Tutti i Comuni che hanno sversato, quindi, dovranno cofinanziare la gestione delle discariche non più utilizzate ma che conservano ancora i rifiuti di quegli anni.

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